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Boletus a taglia robusta e viraggio intenso: Sottosez. Torosi.

Boleti di portamento massiccio e di elevato peso specifico, con viraggio violento al blu nerastro in ogni parte e nella carne, pori rossi o gialli ma tendenti ad arrossare, reticolo evidente.

 

Boletus rhodopurpureus Smotlacha

Imperator rhodopurpureus (Smotl.) Assyov, Bellanger, Bertéa, Courtec., Koller, Loizides, G. Marques, J.A. Muñoz, N. Oppicelli, D. Puddu, F. Rich. & P.-A. Moreau

Boletus purpureus ss. aut.

Cappello: 5-20 cm, emisferico poi piano-convesso, carnoso. Cuticola  asciutta, rugulosa, bitorzoluta, lucida specialmente a tempo umido. Possiede inizialmente una pruina di colore giallo che più o meno presto con le piogge o l'umido sparisce, lasciando intravedere e poi apparire la cuticola prima arancio-rosa, rosa-salmone, poi rosso-porpora, infine bruno porpora.

Imenoforo: Tubuli mediamente lunghi, più corti presso il gambo, liberi, di colore giallo, poi bruno oliva, bluastri al taglio. Pori piccoli, rotondi, nei primordi gialli ma presto di un bel rosso vivo, scarlatti, bluastri al minimo tocco o nerastri.

Gambo: 6-12 × 3-8 cm, ovale poi più o meno cilindrico ma sempre più grosso verso la base. Ha colore di fondo giallo-arancio ed è rivestito da un reticolo inizialmente giallo, presto di un bel rosso intenso, blu scuro appena sfiorato.

Carne: Inizialmente soda poi più molle, giallo intenso, rosso-carminio alla base, subito blu inchiostro scuro al taglio poi lentamente rosso cupo. Odore fruttato, sapore leggermente acidulo.

Habitat: Cresce dall'estate ad inizio autunno a piccoli gruppi o isolato, in boschi caldi di latifoglie, specialmente faggi e querce.

Microscopia: Spore bruno-oliva in massa, lisce, 11-14 × 4,5-6 µm, ellittico-fusiformi.

Commestibilità: tossico da crudo, sconsigliato anche ben cotto in quanto può causare sindrome gastrointestinale.

 

 

Boletus rhodopurpureus

Note: Specie caratterizzata dalle grosse dimensioni, la colorazione generale che da giallo iniziale arriva al rosso porpora a chiazze più o meno estese,  il viraggio violento al blu nerastro, i pori rosso sangue, il reticolo rosso ben evidente sul gambo.

Può essere confuso con il gruppo Boletus rhodoxanthus, B. legaliae e B. rubrosanguineus inizialmente facilmente distinguibili per il cappello biancastro. A maturità le colorazioni del cappello possono essere sulle stesse tonalità rosso porpora, in tal caso in questo gruppo risulta liscio e non virante al minimo tocco, inoltre la carne ha un viraggio più debole o addirittura nullo nel gambo di B. rhodoxanthus.

Boletus luteocupreus (vedi sotto) è specie molto simile

Nelle nostre raccolte, esemplari riconducibili a entrambe le specie, in diversi stadi di crescita, di cui le foto,  sono state rinvenute a pochi metri di distanza e fanno presumere si tratti di evoluzioni cromatiche dovute a condizioni climatiche. Verosimilmente B. luteocupreus è una forma di B. rhodopurpureus.

Note storiche: il vecchio nome Boletus purpureus Pers. 1825 è nomen confusum e Boletus purpureus Fr. 1835 è nomen illeg. Da qui nasce l'esigenza di adottare una nuova denominazione. Smotlacha dopo una prima presentazione come Boletus eupurpureus 1937 (nom. inval.), presenta nel 1952 il Boletus rhodopurpureus come specie nuova. Considerando le diverse colorazione che può assumere ne indica anche alcune forme ma con scarne descrizioni che lasciano spazio per la creazione del Boletus luteocupreus Bertéa & Estadès, 1990. Inoltre una var. del vecchio B. purpureus viene elevate a specie e come tale è considerata nomenclativamente valida:  Boletus xanthocyaneus (Ramain) Romagn, 1976.

Holotipus del Boletus rhodopurpureus

in Smotlacha e Vejrych 1944

Boletus luteocupreus Bertéa & Estadès

Caratterizzato da colorazioni iniziali giallo-cromo, successivamente il cappello assume toni rosso-lampone o rosso-rame  non uniforme, lasciando intravedere all’orlo e nelle zone non contuse l’iniziale colore giallastro, virante al minimo tocco al blu nerastro. A completa maturazione il cappello assume tonalità plumbee, grigiastre, al contrario Boletus rhodopurpureus rimane con toni bruno-rossastri con sfumature viola sordido.

Tubuli gialli, blu scuro al taglio. Pori presto rosso sangue su tutta la superficie oppure di colore giallo arancio per una fascia al bordo del cappello; blu neri al tocco.

Gambo con reticolo rosso sangue su fondo giallo arancio; rosso scuro alla base, virante al minimo tocco.

Boletus luteocupreus

Le principali caratteristiche di luteocupreus che lo differenziano da rhodopurpureus stanno nella colorazione del cappello che evolve a tonalità ramate, nell'imenoforo presto rosso sangue e nel gambo che presenta uno sfondo più giallo, giallo arancio. Considerata la similitudine con B. rhodopurpureus sarebbe sufficiente una separazione a livello di forma o varietà.

 

Boletus rhodopurpureus var. gallicus (Romagn.) Redeuilh

Cappello: possiede colorazione giallo crema che evolve ad un debole rosa con fini maculature o chiazze rossastre che infine tendono al grigio olivastro e col bordo che rimane giallo chiaro. Cuticola debolmente screpolata col secco.

Imenoforo: tubuli corti, gialli, pori piccoli presto rosso sangue, con una sottile fascia gialla che permane al bordo del cappello.

Gambo: giallo con base rosso porpora, ricoperto da un reticolo rosso sangue.

Carne: gialla, alla base rosso vinosa, virante al taglio al blu notte.

Habitat: raccolto in un caldo agosto in un bosco di Castagno misto con Pinus e sottobosco di Erica, sull'isola di Salina (Eolie, ME).

Commestibilità: tossico da crudo, discreto dopo prolungata cottura, sconsigliato.

 

Note: simile a Boletus luteocupreus potrebbe trarrarsi di una semplice evoluzione cromatica della cuticola dovuta ad una sua precoce disidratazione sotto i raggi del sole, riconducibile alla variabilità del Boletus rhodopurpureus.

 

 

Boletus rhodopurpureus f. xanthopurpureus Smotl.
Boletus xanthopurpureus (Smotl.) Hlaváček

Presenta una colorazione pileica inizialmente gialla o giallastra, che tale può rimanere fino in vecchiaia assumendo toni più pallidi, oppure può apparire con delle striature o zone rossastre più o meno ampie a causa di traumi. Cuticola liscia, non bitorzoluta, virante al minimo tocco, soprattutto in esemplari giovani, in vecchiaia più stabile.

Gambo giallo coperto da un reticolo concolore o rosso, virante al tocco. Base spesso rossa per contusioni con detriti.

Nelle nostre raccolte sull'Etna abbiamo trovato in una vallata, a poca distanza, esemplari adulti a pori gialli, altri a pori giallo arancio ed altri ancora a pori rosso arancio, tali da ritenere la colorazione dei pori abbastanza variabile non solo con l'età.

Il generale annerimento alla manipolazione, la base rosso vinosa e le incostanti colorazioni rosse ove contuso, portano a ritenere si tratti di una forma discolor del B. rhodopurpureus, come giustamente separato da Smotlacha, e non una specie autonoma come elevato da Hlaváček.

Habitat: trovato in bosco di faggio misto con quercia e pino, su terreno vulcanico.

 

 

Boletus xanthocyaneus (Ramain) Romagn., (1976)

Boletus purpureus var. xanthocyaneus Ramain, (1948)

Boletus purpureus subsp. xanthocyaneus (Ramain) Ramain, (1948)

Cappello molto robusto, di grandi dimensioni nell'adulto, emisferico per lungo tempo, poi convesso col margine a lungo involuto, irregolare, lobato, cuticola non liscia, bitorzoluta, di colore giallo solforino, giallo citrino intenso, poi, soprattutto nelle zone contuse, tende a colorarsi di rosso vermiglio o porporino, alle volte con chiazze bruno porporine per disidratazione della cuticola, lasciando sempre nelle pieghe una colorazione giallo chiaro.

Imenoforo: Tubuli adnati, corti, gialli, viranti all'azzurro al taglio. Pori molto piccoli, sempre gialli, con delle deboli sfumature arancio intorno al gambo da adulto, viranti al blu-nero al tocco.

Gambo: massiccio, obeso, interamente giallo-botton d’oro molto vivo fino allo stato adulto, virante istantaneamente al blu-nero intenso alla pressione, rosso proporino nelle zone contuse e in quelle morse dalle lumache. Ornato da un reticolo molto fine giallo botton d’oro con sfumature porporine solo in età avanzata e dove manipolato.

Carne: molto densa, dura, giallo citrino vivo, che diviene istantaneamente blu scuro alla sezione, virante in seguito al grigio ardesia, poi dopo qualche ora al rossobordeaux. Odore gradevole di porcino. Sapore dolce, gradevole.

Habitat: specie rara, cresce in estate, isolato in boschi caldi di querce con faggi (Monte Soro, ME).

Microscopia: spore cilindriche, fusiformi, (10.6)11 - 12.6(14) x (4.2)4.3 - 5.2(5.6) µm.  Q = (2.2) 2.25 - 2.7 (3).

 

Note: possiede una colorazione generale gialla che al minimo tocco vira all'azzurro (da cui il nome).

Si distingue dal B. rhodopurpureus per l'imenoforo ed il gambo sempre gialli.

B. rhodopurpureus f. xanthopurpureus possiede cappello giallo che poi assume incostanti colorazioni rosso porpora, pori di un giallo più spento, presto aranciati o rossi, gambo con almeno il reticolo rosso.

Boletus torosus (vedi sotto) è più prossimo per le costanti colorazioni gialle dell'imenoforo ma possiede cappello presto su toni ocra, poi ocra olivastro, senza tonalità porporine, col bordo che è involuto solo da giovane poi disteso o acuto, non lobato; cuticola liscia, non bitorzoluta.

 

Boletus torosus Fries

Imperator torosus (Fr.) Assyov, Bellanger, Bertéa, Courtec., G. Koller, Loizides, G. Marques, J.A. Muñoz, N. Oppicelli, D. Puddu, F. Rich. & P.-A. Moreau

Suillellus torosus (Fr.) Blanco-Dios

Cappello: 12-20 cm, emisferico, poi convesso, infine leggermente appianato, con profilo circolare regolare, non sinuoso e con margine da diritto ad acuto. Cuticola da giallo dorato a giallo uovo che diviene rapidamente grigio ocraceo, olivastro, si macchia di rosso vermiglio, porporino nello stadio subadulto, per prendere nello stato adulto delle tinte grigio-ocracee, olivastre, fino a bruno-violacee.

Imenoforo: tubuli adnati, fini, corti, separabili, gialli, viranti al verde al taglio. I pori restano a lungo giallo dorato per divenire solo alla fine rosso vermiglio scuro, viranti istantaneamente al blu-nero intenso al tocco.

Gambo: panciuto, poi cilindraceo da giallo dorato, giallo-ocraceo a giallo uovo,  progressivamente sfumato di rosso a partire dalla base. Reticolo molto fine, in rilievo, concolore, che diventa rosso-porporino a partire dalla base.

Carne: gialla, rosso barbabietola alla base del gambo. Virante istantaneamente al verde-azzurro e poi al blu scuro al taglio e dopo qualche ora al rosso vinoso pallido.

Habitat: soprattutto presso querce, esclusivamente su terreno calcareo.

Commestibilità: tossico da crudo, discreto dopo prolungata cottura.

 

Neotypus designato per Boletus torosus

(Dermex in Pilat & Dermek, 1874)

 

 

Boletus siculus Inzenga, 1869

Boletus poikilochromus Poeder, Cetto & Zuccherelli, 1987

Diagnosi originale: Boletus pileo pulvinato, margine acuto, ochroceo-fusco, tubulis liberis, circa stipitem abbreviatis, citrinis cyanescentibus, poris ochroceis aurantiis, stipite pileo concolore apice lutescente, reticulato-purpurescente, basi ventricoso, radicato, sporidiis ochraceis.

Descrizione originale: Il Boleto Siciliano, di grandezza mezzana e di svelte proporzioni nelle diverse parti che lo compongono, ha il Cappello in forma di guanciale, acuto nel suo contorno, di colore ocraceo-fusco, con superficie alquanto untuosa e pelliculosa. I Tubuli sono liberi, ovvero distaccati dallo stipite ove gradatamente si accorciano, di colore citrino,  che al taglio divengono immediatamente screziati di colore azzurro, coi pori ocraceo-aranciati. Lo Stipite dello stesso colore del cappello ochraceo-fosco presentasi giallo sbiadato nella sua sommità, e tutto sparso qua e là di linee retate rosseggianti, rigonfiato verso la base nella quale termina con un fittone radicellare molto pronunciato. Sporidii ocracei.

Osservazioni. - Fungo di nessun uso e senza nome vernacolo, ma ritenuto dai villici per sospetto e velenoso.
Stazione. - Nei boschetti di Lecci del R. Sito della Favorita (Palermo, n.d.r.) in autunno.

Boletus siculus

Nobis Trib. IV. - Luridi

 

Diagnosi, descrizione e tavola tratte da:

 

Funghi Siciliani

di G. Inzenga

 

Centuria seconda,

n. 87 pg. 57

Tav. X. Centuria II

 

 

Quando è stata presentata la nuova specie Boletus permagnificus è stato contestato che si trattava del Boletus siculus. Tale contestazione non ha trovato seguito tra i micologi e le due specie vengono considerate distinte. La specie descritta dall'Inzenga è stata anche accostata a Xerocomus ichnusanus, eppure la sua descrizione e la relativa tavola sono chiari:

Inzenga indica che B. siculus possiede un cappello guancialiforme con superficie untuosa, pori ocraceo aranciati, un viraggio di carne e tubuli; possiede un gambo dello stesso colore del cappello ma giallo sbiadito in alto, provvisto di un reticolo rosseggiante e con base pronunciatamente radicante: tutti caratteri perfettamente corrispondenti alla concezione del Boletus poikilochromus Poeder, Cetto & Zuccherelli, rispetto al quale Boletus siculus è prioritario.

 

 

 

 

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