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Gymnopilus spectabilis


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 Andar per Funghi…

                                    …Gymnopilus spectabilis (Fr.) A.H. Smith, 1949.

                                        

Abbiamo più volte inteso evidenziare, nelle nostre “Riflessioni Micologiche”, come il passeggiare nei boschi possa essere motivo di piacevoli incontri utili alla conoscenza di specie fungine particolari che si lasciano facilmente notare per i meravigliosi colori, per le loro affascinanti forme e, spesse volte, per le notevoli dimensioni raggiunte. In considerazione di tali presupposti, intendiamo soffermaci su un macromicete che riteniamo essere perfettamente rispondente a quanto sopra indicato: Gymnopilus spectabilis.

 Nella sistematica fungina si posiziona nella Classe Basidiomycetes, Ordine Cortinariales, Famiglia Crepitodaceae, Genere Gymnopilus, Sottogenere Annulatus.

Al genere appartengono funghi omogenei con imenoforo non asportabile formato da lamelle adnate (quando risultano inserite sul gambo per tutta la loro altezza) o appena smarginate (quando si inseriscono sul gambo formando una piccola ansa concava). Il velo generale è sempre assente mentre in alcune specie rimangono tracce di velo parziale sotto forma di cortina o anello. Le spore in massa si caratterizzano per colorazione bruno-ruggine. Al Sottogenre Annulatus, come la denominazione lascia facilmente intuire, appartengono funghi muniti di anello. 

Gymnopilus spectabilis(Fr.) A.H.Smith 1949 = Gymnopilus junonius (Fr) P.D.Orton 1960, si tratta di specie molto bella dalla quale ci si lascia facilmente affascinare sia per la forma sia per i suoi caldi e vivaci colori. Si incontra facilmente su vecchie ceppaie marcescenti o alla base dei tronchi, o sulle radici di culture arboree di latifoglie o di aghifoglie in fase di decomposizione, a volte anche di alberi vivi. Per le sue abitudini nutrizionali, legate all’habitat di crescita, si configura quale fungo saprofita. Si riproduce spesso in maniera cespitosa ma, a volte, anche a singoli esemplari o a piccoli gruppi. Raggiunge spesso notevoli dimensioni, è un fungo molto robusto con struttura massiccia, si caratterizza per la presenza di anello ampio e membranoso, caratteristiche che, unitamente all’ambiente di crescita, lo rendono facilmente riconoscibile. In considerazione delle sostanze allucinogene in esso contenute e per i conseguenti effetti legati al suo eventuale consumo che spingono il consumatore a momenti di incontenibile ilarità, nei paesi anglosassoni, è conosciuto come “Fungo della risata” (“The Laughing Mushroom” o, anche, “Big luaghing Gym”). A tal proposito si riporta, esclusivamente quale curiosità micologica, che, secondo il micologo giapponese Niachiro Sazaki, noto per aver scoperto il metodo di coltivazione del “Maitake” (Grifola frondosa), il fungo veniva somministrato alle donne per indurle, date le sue proprietà allucinogene tendenti a causare ilarità, a ballare nude (I. Milanesi 2015).

Cappello: di medie-grandi dimensioni, può raggiungere, a volte, anche dimensioni notevoli che arrivano fino ai 40 cm. di diametro. Inizialmente emisferico, poi convesso, appianato verso la maturazione. Ha margine sottile ed involuto, spesso con residui velari. Si presenta carnoso, liscio, a volte con piccolo umbone. Cuticola di colore giallo-oro; fulvo-dorato; arancio carico, finemente vellutata da giovane, poi ricoperta da fibrille o squamule di colore marrone.

Imenoforo: costituito da lamelle fitte, attaccate al gambo in forma adnate a appena smarginate, intervallate da numerose lamellule. Inizialmente giallo-oro, giallo-crema o giallo-marrone, tendenti, a maturazione, a scurire verso il bruno-ruggine. Le spore in massa, di colore bruno-ruggine, identificano la specie quale appartenente al gruppo dei funghi ocrosporei.

Gambo: massiccio, robusto, alto, di notevoli dimensioni, può raggiungere anche 15 cm. di diametro e 40 di altezza; cilindrico con base radicante ed ingrossato al centro. Inizialmente pieno, a maturazione cavo. Fibroso e asciutto, di colore giallo dorato, ricoperto da una pruina bianca nella zona sopra l’anello e da scagliette nella zona sotto. Presenza di anello infero (quando inizia a formarsi dall’alto verso il basso ove si presenta svasato), ampio e membranoso, inizialmente di colore giallo dorato, poi, verso la maturazione, colore ruggine per il deposito delle spore.

Carne: compatta, fibrosa nel gambo, di colore giallo-oro, giallo-zolfo, tendente a scurire al tocco. Sapore amaro, sgradevole, con odore fungino.

Habitat: su vecchie ceppaie, base di tronchi e radici di latifoglie ed aghifoglie, da inizio estate ad autunno inoltrato, generalmente cespitoso o in gruppi molto fitti, a volte anche singolo o in piccoli gruppi.

Commestibilità: non commestibile, tossico, allucinogeno.

Etimologia: dal greco gymnòs = nudo e pìleos = cappello e dal latino spectabilis = rispettabile, con espresso riferimento al cappello liscio ed alle notevoli dimensioni che può raggiungere.

Specie similari: tra le specie appartenenti al Genere, si rilevano similarità in Gymnopilus suberis (Maire) Singer 1951, specie rara con habitat ben definito essendo solita crescere, esclusivamente, su radici o su tronchi di Quercus suber.

Nome Corrente:

·        Gymnopilus junonius (Fr.) P. D. Orton (1960)

Note: per il contenuto di psilocibina ed altre sostanze tossiche è responsabile di sindrome psilocibinica (detta anche psicotropa). Si tratta di sindrome a breve latenza che si manifesta da 30 a 60 minuti dopo il consumo del fungo, con disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, crampi addominali, cefalea, brividi, formicolio, delirio, allucinazioni uditive, visive e olfattive, depersonalizzazione, stato onirico (sensazione di sognare), incontrollabile ilarità o depressione, talvolta agitazione psicomotoria, perdita della nozione del tempo.

Angelo Micelli

 

Foto: Angelo Micelli – Franco Mondello

 

Bibliografia essenziale:

·        Assisi Francesca, Balestreri Stefano, Galli Roberto, 2008: Funghi velenosi. dalla Natura, Milano

·        Boccardo Fabrizio, Traverso Mido, Vizzini Alfredo, Zotti Mirca - 2008: Funghi d’Italia. Zanichelli, Bologna (ristampa 2013)

·        Consiglio Giovanni, Papetti Carlo - 2003: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia, Vol. 2 (prima ristampa). A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento

·        Milanesi Italo - 2015: Conoscere i funghi velenosi ed i loro sosia commestibili. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento

Riferimenti siti web:

·      www.micologiamessinese.it

·      http://www.funghiitaliani.it 

 

 

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