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Bosco di  Malabotta

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Bosco di Malabotta e Argimusco

Bosco di Malabotta e Argimusco

 

Posto tra la fine dei monti Peloritani e l'inizio dei monti Nebrodi, il Bosco di Malabotta è uno degli ultimi boschi “naturali” sopravvissuti in Sicilia.  Vanta, infatti, querce secolari,  relitti botanici di grande valore e una fauna rappresentativa dell’habitat forestale. 

Ha una estensione di 32,21 Kmq e si trova al centro tra i Comuni di Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Malvagna, Francavilla di Sicilia, Tripi, Moio Alcantara, dei cui territori fa parte.

 Piantina bosco di Malabotta e Argimusco

Piantina del bosco di Malabotta, in alto i Megaliti dell'Argimusco

Le quote vanno dai 650-700 metri dell'estremo limite meridionale della Riserva, fino al culmine dei m 1341 di Monte Croce Mancina

Istituito Riserva Naturale dal Piano Regionale, con  D.A. 477 del 25/7/97 è stato affidato in gestione all'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia.

LA FLORA

Querce secolari Malabotta Querce bosco Malabotta 

Nel Bosco di Malabotta, per circa 80 ettari domina il Cerro (Quercus cerris), quercia dal portamento regale che può raggiungere i 30 metri di altezza e di cui in cima a monte Croce Mancina esistono esemplari con tronco di circa due metri di diametro. Riconoscibile, oltre che dalle caratteristiche incisioni delle foglie, anche perché le cupule delle sue ghiande, di grosse dimensioni, sono protette da squame lineari ed arricciate.

Spesso il Cerro si trova consociato al Faggio (Fagus sylvatica) che nel territorio di Montalbano Elicona, forma una splendida faggeta ancora integra che si estende per circa 80 ettari. Altra pianta tipica è l'Agrifoglio (Ilex aquifolium) che assume significati magici antichissimi: nei popoli occidentali, è di buon augurio scambiarsi rametti di agrifoglio, carichi di rutilanti bacche rosse, nel periodo natalizio. E’ una specie relitta dell’antica flora terziaria  A quell’epoca l’agrifoglio costituiva dei boschi, mentre attualmente forma quasi sempre degli arbusteti. All'interno dell'area protetta troviamo anche pregevoli coltivazioni di Nocciolo e Noci e magnifici boschi di Castagno (Castanea sativa) coltivato a ceduo. Altre specie minori sono il Leccio (Quercus ilex), il Perastro, il Sambuco (Sambucus nigra), il Frassino, alcuni Aceri, diverse specie di Salice, il Citiso.

Piante immesse da interventi della Forestale e che adesso hanno una estensione notevole sono le Conifere con predominanza di Pino marittimo (Pinus pinaster) ma anche con magnifiche pinete di Pino domestico. In misura minore il Pino nero (Pinus nigra) e il Cedrus (Cedrus atlantica, Cedrus deodara). Altra pianta immessa è l'Eucalyptus.

Costeggiando le numerose zone umide che scendono a valle, si potrà apprezzare la tipica flora degli ambienti di ripa, tra cui dominano i salici, i pioppi neri, il Platano orientale e gli osmundeti (costituiti da felce florida). L’interesse maggiore della vegetazione risiede nella sopravvivenza di specie relitte di ambiente tropicale.

Nel sottobosco troviamo la Paeonia mascula  fiore Peonia mascula  le Ginestre,  la  Rosa canina,  il Biancospino.

 

Argimusco

 

Megaliti Agimusco   Aquila Megaliti Argimusco

Megaliti                                   L'aquila

Un altopiano posto ad una quota superiore ai mille metri, formato da suggestive formazioni rocciose, posto su una sella che fa da spartiacque fra la valle dell'Alcantara e la costa tirrenica al limite fra i monti Peloritani ed i Nebrodi. A pochi chilometri dal borgo medievale di Montalbano Elicona, caratteristica località con un magnifico castello, è raggiungibile percorrendo la strada che collega il paese a Randazzo e girando a sinistra al bivio che porta a Monte Croce Mancina.

Profilo Megaliti Argimusco    Tholos

Profilo                                            Tholos

Su questo vasto pianoro s’innalzano enormi macigni (megaliti) di calcare che vento e pioggia hanno eroso, modellandoli in strane forme inquietanti. Molto probabilmente si tratta di formazioni naturali ma la loro forma ha acceso la fantasia delle popolazioni locali. Visibile da lunga distanza, l’Argimusco ha creato in molti l’idea che in passato sia stato un luogo sacro, dove si consumavano antichi riti propiziatori e di ringraziamento che rievocano riti e misteri persi nella notte dei tempi. E' nata la credenza che proprio lì sorgesse una necropoli e che menhir e dolmen (monumenti funerari) siano sparsi tutt’intorno. Una parte del territorio è attraversata da una muraglia costituita da pietre squadrate che, in un comprensorio panoramico come questo, fanno pensare ad una fortificazione o ad una postazione d’avvistamento: alcuni vi indicano il campo di una guarnigione di epoca Romana posta a sbarramento della strada che collegava la valle dell'Alcantara alla città di Tripi e all'insediamento di Tindari sulla costa settentrionale della Sicilia. A prova indicano la scultura dell'aquila quale simbolo; altri vi scorgono una necropoli. In ogni caso dall'altopiano si gode un panorama a 360° che spazia dalla costa tirrenica compresa tra Tindari e Milazzo, con le isole Eolie sullo sfondo, fino all'Etna dalla parte opposta. Boschi, aree umide, prati-pascolo e aree rupestri sono rimasti meravigliosamente intatti in un mondo che nei secoli ha assecondato le esigenze dell’uomo contadino e pastore.

 Montalbano Elicona il più bel Borgo d'Italia 2016, vista panoramica col Castello Federico: Castello e panorama Montalbano Elicona

Panorama Montalbano E. castello Panorama di Montalbano Elicona dal Castello.

Museo Castello Montalbano E. Museo Castello Federico Montalbano E.  

Museo all'interno del Castello Federico.

 

 mappa bosco di Malabotta

Itinerari :                     

Monte Cerreto - Casetta dei Carbonai - Caserma Forestale - Vallone Ca Devanni - Serro Faita - Rocca Voturi - Portella Croce Mancina - Monte Cerreto 6 km, dislivello 300 m.

    Itinerario Bosco di Malabotta  

Provenendo da Floresta, Montalbano E., Tripi o Roccella Valdemone si raggiunge l'ingresso della riserva ai piedi di Monte Rosso, in località Argimusco (dove si possono osservare le famose "Rocche"), si prosegue fino a raggiungere l'area di parcheggio dove termina bruscamente la strada asfaltata.

Dal parcheggio si intraprende il sentiero in discesa, percorribile con fuoristrada, mountain bike, a cavallo o a piedi, all'interno di un vasto bosco di faggio, cerro e castagno, fino alla Caserma Forestale di Malabotta, ormai in disuso ma che costituisce comunque un rifugio in caso di pioggia o neve. Qui si trova una piccola area attrezzata, dotata di sorgente naturale.

Il sentiero prosegue, in salita, all'interno di una popolazione di faggio a cui sono frammisti esemplari notevoli di agrifoglio, e si arriva fino alla sommità del Vallone Ca Devanne. Girando a sinistra si raggiunge la dorsale in corrispondenza di Serro Faita e così è possibile proseguire costeggiando le cime più alte della Riserva (Pizzo Petrolo, m 1.337; Rocca Voturi, m  1.325; Monte Croce Mancina, (m 1.341) da dove si ridiscende fino a tornare a Monte Cerreto (m 1.280).

Il percorso consente di ammirare magnifici esemplari di querce e faggi, totalmente immersi all'interno del bosco, ricco di piante erbacee. La strada in terra battuta è comunque molto aspra, fra sassi che formano autentici scalini e con avvallamenti dovute alle erosioni dell'acqua. Si raccomanda di non avventurarsi con normali automezzi e di rinunciare in caso di pioggia o neve, anche se ben attrezzati.

 

La via delle pale eoliche    Sullo sfondo le rocce dell'Argimusco.

Consente con fuoristrada di raggiungere, dal Bosco di Malabotta, la portella Mandrazzi sulla SS 185, che collega Francavilla Sicilia a Novara S. e da qui rientrare verso i due versanti Nord e Sud. La strada sterrata non è percorribile con normali autovetture per diversi punti critici. Partendo dall'Argimusco continuare verso monte Cerreto. Raggiunto il posteggio alla fine della strada asfaltata, ansichè entrare nel bosco, girare a sinistra sotto il ponte mai finito e proseguire nella strada  in terra battuta. Dopo un paio di chilometri si costeggia l'area forestale "La Cerreta", proseguire in discesa fino alle pale eoliche, mantenendo la destra. Da qui la strada è migliore ma la zona è brulla. Continuando la discesa si giungerà sulla SS 185 a circa 200 m. da Portella Mandrazzi. Si potrà proseguire sulla sinistra per Novara Sicilia e Falcone (ME) o andare a destra per Francavilla Sicilia o Mojo Alcantara (ME).

 

Per vedere tutte le foto degli alberi ed arbusti vai alla pagina:   "A L B E R I" 




 

 


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