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Boletus


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BOLETUS

Schede con descrizione, foto, commestibilità, dei Funghi del Genere Boletus

Vengono lasciati in questo Genere anche le nuove denominazioni.

 

Il Genere Boletus è diviso in sezioni prevalentemente in base al colore dei pori.

Pori : occorre osservarne il colore (bianco, giallo o rosso), possibilmente di esemplari in diverso stadio di crescita e controllare se cambiano di colore alla pressione. Nei Boletus i pori sono generalmente piccoli e rotondi (salvo Sez. Subpruinosi), se sono grandi o poligonali controllare gli altri generi delle Boletaceae.

 

Boleti a pori bianchi: Sez. Edules Fr.

Funghi carnosi, pori fini bianchi, poi giallo-verdini, immutabili alla pressione, carne bianca immutabile al taglio, gambo obeso, senza toni rossi, decorato da reticolo ħ esteso.

Solo i boleti della sezione Edules, per legge, possono definirsi "Porcini"

 

Boletus aereus Bulliard: Fries

Porcino nero, Bronzino, Arditu, Funciu di cerza, Testa nera, Porcino reale

Cappello: carnoso, 7-28 cm, emisferico, convesso, infine spianato. Cuticola vellutata, poi liscia, gibbosa, con numerose fossette e pieghe. Di colore piuttosto scuro, da fulvo castagno carico a bruno nerastro, con zone decolorate giallastre-ocra dove era ricoperto da foglie. 

Imenoforo: tubuli stretti, allungati, rotondato-adnati, bianchi, immutabili, tardivamente giallo verdognoli. 

Pori tondeggianti, piccoli e medi, concolori ai tubuli, pruinosi.

Gambo: robusto, largo fino a 10 cm, dapprima obeso, poi allungato e con base bulbosa, biancastro, poi carnicino pallido, infine giallo sporco, specialmente alla base, bruno ocraceo; con reticolo nella parte alta, sottile, concolore al gambo.

Carne: soda, compatta fino a maturità. Bianca immutabile. Odore e sapore mite e gradevole.

Habitat: Termofilo, predilige le calde zone mediterranee. Cresce dall'inizio dell'estate all'autunno, in boschi di latifoglie, specialmente sotto quercia o castagno e nella macchia mediterranea.

Microscopia: Spore lisce, fusiformi, giallo verdognole, 12-15 x 5 micron. Basidi claviformi.

Commestibilità: Ottimo commestibile, il più duro e sodo tra i porcini. Commercialmente è uno dei quattro boleti, insieme a B. edulis, B. aestivalis e B. pinophilus a cui si può attribuire la denominazione di Porcino.

 

Boletus aereus

 

Note: Boletus aereus si distingue dagli altri boleti della stessa Sezione per il colore e l'aspetto della cuticola gibbosa di colore bruno-nerastra non uniforme, la carne soda più a lungo ed i pori bianchi fino a maturità. Può essere confuso con B. aestivalis con reticolo più evidente esteso su tutto il gambo.

Leccinum melaneum possiede colorazioni bruno nerastre del cappello ma ha un gambo non reticolato, ricoperto da irte squamette nere e cresce esclusivamente presso Betulle (sull'Etna in Sicilia).

 

 

Boletus aestivalis (Paulet) Fries

Boletus reticulatus Schaeff. s.auct. no Schaeffer

 Porcino d'estate, Porcino di castagno, Fioron, Porcino bianco

Cappello: 5-25 cm, emisferico, poi convesso, infine disteso, con bordo sinuoso, appena lobato. Cuticola asciutta, finemente vellutata, feltrata, screpolata o areolata a secco. Colore uniforme, da nocciola pallido a bruno scuro.

Imenoforo: Tubuli lunghi, sottili, arrotondati-adnati, facilmente separabili dalla carne del cappello, inizialmente bianchi, poi giallognoli, infine verdastri, immutabili al taglio. Pori piccoli, rotondi, concolori ai tubuli.

Gambo: 4-16 x 3-6 cm, obeso, poi slanciato, cilindrico ingrossato al centro. Colore variabile da nocciola pallido a bruno, decorato da un reticolo in rilievo, esteso fino al piede, concolore, poi più bruno.

Carne: Soda, poi molle, immutabile al taglio, anche sotto la cuticola, appena giallina sopra i tubuli. Odore intenso, fungino. Sapore dolce.

Habitat: Cresce dalla primavera al primo autunno, nei boschi termofili di latifoglie (castagno, quercia, faggio) e nella macchia mediterranea, più raro presso conifere.

Microscopia: Spore bruno-olivastre in massa, ellittico-fusiformi, lisce, 13-16 x 4-5 µm.

Commestibilità: Eccellente commestibile per il suo profumo intenso e l'ottimo sapore.

     

Boletus aestivalis      o     Boletus reticulatus 

 
      
Reticolo di Boleto

Note:  Tra i Boletus a pori bianchi si distingue per il cappello  finemente vellutato, spesso screpolato ed il reticolo allungato su quasi tutta la superficie del gambo, da cui il nome "Boletus reticulatus".

E' il più estivo dei porcini, da cui il nome Boletus aestivalis, il primo a comparire fin dalla primavera.

La sinonimia tra le due specie è dubbia in quanto nella tavola originale del B. reticulatus risulta un esemplare a carne bluescente, quindi tutt'altra specie comunque valida.

Boletus appendiculatus si distingue, come tutta la sezione, per l'imenoforo giallo intenso e la carne giallina.

Attenzione a non far confusione con il poco comune Tylopilus felleus (porcino di fiele) che si distingue per i pori rosati a maturità o alla pressione, per effetto delle spore rosa, un reticolo in rilievo a maglie larghe e soprattutto per il sapore amaro. In caso di dubbio basta un semplice assaggio senza deglutire.

 

Boletus edulis  Bulliard: Fries

Porcino, Brisa, Larditu

Cappello: Inizialmente emisferico, poi convesso ed infine anche piano-depresso, corrugato al margine, con cuticola umidiccia. Di colore variabile dal bruno chiaro al bruno scuro con orlo chiaro.

ImenoforoTubuli lunghi, liberi al gambo, bianchi poi giallo-verdognoli, facilmente asportabili. Pori piccoli, rotondi, dello stesso colore dei tubuli.

Gambo: Piuttosto sodo, ingrossato alla base, presenta un reticolo chiaro, nella parte alta.

Carne: Soda, poi molle, bianca immutabile, rosata sotto la cuticola, di odore e sapore gradevoli e fungini.

Habitat: Cresce in estate e autunno sia nei boschi di latifoglie che in quelli di aghifoglie.

Microscopia: Spore bruno-olivastre in massa, fusiformi, lisce, 14-18 x 4-6 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile.

  

Note: Boletus edulis possiede cappello dai colori variabili dal bianco ocra al bruno chiaro, la cuticola untuosa,  leggermente vischiosa, non vellutata, con orlo bianco, la carne bianca immutabile ma rosso-vinoso appena sotto la cuticola, i pori bianchi o giallo verdini a maturità ed il gambo con reticolo bianco esteso solo nella parte superiore.

A differenza di Boletus aereus cresce anche in boschi di aghifoglie.

E' più autunnale rispetto a Boletus aestivalis.

Boletus edulis f. albus (Pers.) J.A. Muñoz, (Boletus persoonii Bon),  possiede colorazione del cappello completamente bianca.

Boletus edulis f. citrinus (Pelt. ex E.-J. Gilbert) Vassilkov, (Boletus venturii), possiede cappello giallo.

 

Boletus pinophilus  Pilat & Dermek

Boletus pinicola (Vittadini) Venturi

Porcino dei pini

Cappello: Inizialmente emisferico, poi convesso ed infine guancialiforme, con cuticola umida, grinzosa, ricoperta nei giovani esemplari da una pruina bianca che nasconde il colore di fondo fulvo rossastro, bruno rossiccio, che emerge a maturità.

ImenoforoTubuli lunghi, liberi al gambo, bianchi poi giallo-olivastri, facilmente asportabili, immutabili al taglio. Pori piccoli, rotondi, dello stesso colore dei tubuli, immutabili.

Gambo: tozzo, panciuto, carnoso, bianco o ocra-rossastro, presenta un reticolo chiaro, nella parte alta e concolore in basso.

Carne: Soda, poi molle, bianca immutabile, rossastra sotto la cuticola. Odore e sapore deboli fungini.

Habitat: Cresce in estate e autunno sia nei boschi di latifoglie che in quelli di aghifoglie.

Microscopia: Spore bruno-olivastre in massa, fusiformi, lisce, 13-17 x 4-6 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile ma è il meno pregiato del gruppo Edules.

 

 

Boletus pinophilus

 

Note: Si distingue per le grandi dimensioni e l'aspetto massiccio, sferico da giovane, il cappello dai colori fulvo rossastri, marrone rossastro, con cuticola umida ricoperta nei giovani esemplari da una pruina biancastra.

Pori bianchi ma presto verdini. Gambo con sfumature color mattone.

Grossi esemplari di Suillus possono essere confusi con Boletus pinophilus, si distinguono per il gambo sottile ricoperto da granulazioni invece del reticolo, cuticola vischiosa facilmente asportabile, carne giallastra.

 

 

 Boleti a pori gialli, tubuli dello stesso colore dei pori, gambo con reticolo.

Sez. Appendiculati Konrad e Maublanc

 

Gambo: osservare se possiede un reticolo oppure se è nudo cioè senza alcuna ornamentazione (vedi Sez. B. fragrans). Se il gambo possiede delle granulazioni si tratta del genere Suillus; se possiede delle squamette si tratta del genere Leccinum; se possiede delle costolature si tratta del genere Xerocomus.

 

Boletus appendiculatus Schaeff.

Butyriboletus appendiculatus (Schaeff.) D. Arora & J.L. Frank

Cappello: 8-18 cm, emisferico, poi convesso, infine piano convesso con il margine spesso ondulato. Cuticola asciutta, feltrata, col secco finemente screpolata, eccedente il margine, di colore castano, bruno ocra, bruno violaceo.

Imenoforo: tubuli lunghi, arrotondati al gambo, gialli, poi giallo verdastri, leggermente viranti all'azzurro al taglio. Pori: piccoli, gialli, poi giallo verdi, viranti alla pressione al blu.

Gambo: 5-12  x 3-6 cm, obeso, poi cilindrico, attenuato alla base, spesso radicante, di colore giallo, soffuso di bruno ruggine a partire dalla base, ornato da un fine reticolo concolore.

Carne: soda, di colore giallo tenue, immutabile o leggermente virante al blu sopra l'imenoforo, sapore dolce, odore gradevole.

Habitat:  poco comune, cresce isolato o in pochi individui, dall'estate ad inizio autunno in boschi caldi di latifoglie.

Microscopia: Spore lisce, ellissoidali, 11-14 x 4-6 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile.

 

Boletus appendiculatus

Note:  Si distingue per il pori gialli, il gambo giallo ornato da un reticolo concolore, la carne giallina immutabile o appena virante sopra i tubuli che virano leggermente, la crescita presso latifoglie.

Boletus subappendiculatus è simile, cresce presso conifere ed ha un viraggio più marcato.

Boletus fechtneri ha cappello grigio chiaro ed il gambo con una fascia rossa.

Boletus fragrans visto da lontano è quasi uguale, però non presenta reticolo sul gambo, ha un viraggio generale elevato, è più massiccio e cresce spesso cespitoso o in gruppi numerosi.

Leccinum crocipodium possiede come tutti i Leccini un gambo squamettato, fibroso e un viraggio prima al rosso e poi al nero.

 

Boletus regius Krombholz

Butyriboletus regius (Krombh.) D. Arora & J.L. Frank

Cappello: 6-25 cm, sodo e carnoso, inizialmente emisferico, presto convesso, poi convesso guancialiforme, margine appena eccedente. Cuticola asciutta, glabra, secca e grinzosa, spesso screpolata. Colore da rosa a rosso cardinale, rosso lampone, sbiadito con l'età ed il secco pur mantenendo sempre delle sfumature rosso violacee

Imenoforo: tubuli lunghi, arrotondati al gambo, di colore giallo, poi giallo verdastro o verdastro a maturità. Pori piccoli, dello stesso colore dei tubuli, immutabili come tutto l'imenoforo, salvo sporadiche lievi ossidazioni.

Gambo: 4-10 x 2-6 cm, corto e tozzo, cilindrico ingrossato alla base. Di colore giallo vivo con base macchiata di rosso porpora, ricoperto nella metà superiore da un fine reticolo giallo.

Carne: soda e compatta, diventa molle con l'età. Gialla, rosata sotto la cuticola e brunastra alla base del gambo, da immutabile a debolmente ossidante specie sotto la cuticola ed alla base del gambo. Sapore dolciastro, odore caratteristico di vernice.

Habitat:  Cresce in boschi di latifoglie, preferibilmente di castagni o faggi, su substrato neutro-basico, dall'inizio a fine estate.

Microscopia: Spore brune olivastre in massa, lisce, ellittico fusiformi, 12-17 x 3,5-5 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile da cotto.

 

Boletus regius
 

 

Note:  Si può confondere con Boletus pseudoregius con cuticola simile, carne e tubuli con leggero viraggio al blu e gambo con sfumature rosate. Altra specie, a pori gialli e colorazione pileica simile, è il tossico Boletus pulchrotinctus con carne e tubuli viranti, pori giallo-arancio viranti, gambo con fascia rossastra estesa e reticolo rosso; Boletus aemilii possiede un elevato viraggio generale, tubuli corti leggermente decorrenti ed assenza di reticolo sul gambo.

 

 

Boletus pseudoregius (Huber) Estadès (1988)

= Boletus fuscoroseus Smotl (1911)

Butyriboletus pseudoregius (Huber) D. Arora & J. L.Frank (2014)

= Butyriboletus fuscoroseus (Smotl.) Vizzini & Gelardi (2014)

Cappello: 5-16 cm, globoso, poi guancialiforme, infine spianato, con margine leggermente ondulato. Cuticola asciutta, ricoperta da una pruina biancastra che poi scompare (anche per sfregamento) e scopre il sottostante colore su toni rosa, rossi o rosso-bruno con picchiettature più scure, con l'invecchiamento decolora. Alcune forme presentano cappello bruno ed altre rosa bruniccio.

Imenoforo: Tubuli arrotondati al gambo, da giallo oro a verde oliva, viranti al blu al taglio. Pori piccoli, a lungo gialli poi verdastri, virano al blu alla pressione.

Gambo: Clavato o subradicante, giallo, spesso con zonature rosse, ricoperto da un fine reticolo giallo, vira alla pressione.

Carne: giallina, rosa sotto la cuticola ed alla base del gambo, vira all'azzurro, specialmente sopra l'imenoforo, meno alla base del gambo. Odore debole, sapore dolce.

Habitat: Cresce in boschi termofili di latifoglie, soprattutto querce e castagni, dall'estate al primo autunno.

Microscopia: Spore fusiformi, lisce, bruno oliva in massa, 10-14 x 3-5 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile, ben cotto.

   Boletus pseudoregius

 

si noti il debole viraggio al blu dei pori

Note: il nome richiama la somiglianza col precedente Boletus regius con analoghi pori gialli ma dal quale si differenzia per avere un evidente viraggio dei pori e della carne al taglio.

Il nome corretto da utilizzare è B. fuscoroseus in quanto prioritario.

Altra specie simile è B. fechtneri caratterizzato dal  cappello su toni grigiastri talvolta sfumato di rosa-rossastro al margine. I giovani esemplari sono ricoperti da una pruina biancastra in entrambe le specie che li fa assomigliare. L’asportazione della pruina, mediante uno strofinio meglio a umido, consente la messa in luce del colore sottostante bruno chiaro o caffellatte in B. fechtneri e rosa-rossastro in B. pseudoregius.

Attenzione anche alla possibile confusione col tossico Boletus pulchrotinctus, col quale prima condivideva il nome di Boletus cicognanii.  B. pulchrotinctus possiede pori sul giallo-arancio, gambo rosa-rosso nella parte medio-bassa e color ciclamino alla base, con reticolo concolore; un viraggio maggiore, carne biancastra.

B. emilei  non possiede reticolo sul gambo, salvo un filo apicale, la cuticola è più sul rosso vinoso vivace, annerente allo sfregamento ed i tubuli sono corti.

 

Boleti a pori gialli, tubuli dello stesso colore dei pori, gambo senza reticolo.

Sez. Fragrantes

 

Boletus fragrans Vittadini, 1835

Lanmaoa fragrans (Vittad.) Vizzini, Gelardi & Simonini, 2015

Boletus messanensis Inzenga, 1869

Cappello: 5-20 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, guancialiforme, ondulato flessuoso, infine allargato e molto ampio, con orlo acuto e quasi involuto. Cuticola asciutta e vellutata, alle volte screpolata, di colore bruno marrone, spesso molto scuro, ma in alcuni casi sbiadito. Al tocco vira lievemente al bruno porpora.

ImenoforoTubuli corti, un po' decorrenti, di un bel giallo, infine lunghi, sub-liberi al gambo, giallo-verdognoli. Pori inizialmente piccoli, poi più ampi, di colore giallo, giallo limone, alla pressione virano all'azzurro verdastro, infine ferruginei.

Gambo: Sodo, pieno, 5-10 x 2-5 cm, ingrossato al centro e con base fusiforme ma alcune volte ingrossata, asciutto e pruinoso, liscio, privo di reticolo ma alle volte con costolature, punteggiato di bruno ocra rossastro nella parte inferiore, giallo in alto, al tocco vira al verde bluastro.

Carne: Soda, poi molle, bianco-crema, giallo chiaro, al taglio vira all'azzurro verdastro poi lentamente decolora al giallo arancio o al rossastro. Sapore gradevole, poi amarescente. Odore fruttato.

Habitat: Nei boschi di latifoglia (castagno, quercia o faggio), nei luoghi caldi e asciutti, da luglio a settembre, in gruppi di numerosi esemplari.

Microscopia: Spore bruno-verdastro in massa, lisce, guttulate, ellittico fusiformi, 10-13 x 4-5 µm. Cistidi jalini, fusiformi-lageniformi.

Commestibilità: Buon commestibile. Scartare il gambo coriaceo a maturità. Adatto all'essicazione.

 

 

 


Note: Boletus fragrans si distingue per la grossa taglia, la crescita spesso cespitosa, il viraggio immediato della carne e dei pori, la mancanza di reticolo sul gambo. Simile Boletus impolitus assolutamente immutabile, cappello più chiaro, gambo nudo,  privo di toni rossastri e con base che odora di fenolo.

Il viraggio al blu della carne al taglio non è indice di velenosità o commestiibilità ma è ininfluente. Tale viraggio tuttavia è molto utile per la distinzione dei boleti.

 

Boletus messanensis Inzenga 1878

Diagnosi originale:  Boletus solitarius subcespitosus; pileo convexo lobato, margine revoluto, castaneo, subtomentoso, in siccitate ex epidermide diffracta irregulariter rimoso; tubulis brevibus, minutis, subliberis, ochraceo-virescentibus, ore semper ochraceis;  stipite tubulis concolore rugoso-striato, solido, cylindrico, basi nonnihil crasso; carne albida densa, fracta mutabile; sporidils ochraceis.

Descrizione originale:

Il Boleto messinese presentasi ora solitario, ora per lo sviluppo simultaneo di diversi individui nello stesso punto in forma quasi cespitosa; il suo Cappello convesso, leggermente lobato, color di castagno, e circoscritto da un contorno ripiegato al di sotto, tomentoso da principio, diviene in seguito liscio, ed a maturità avanzata, correndo tempo asciutto, coll'epidermide irregolarmente screpolata; i Tubetti che formano la parte inferiore e fruttifera del cappello, sono sottili, corti, appena aderenti allo stipite, di colore giallo-ocraceo, verdeggianti, costantemente giallo-ocracei nelle loro boccucce. Lo Stipite è dello stesso colore dei tubetti, giallo ocraceo, rugoso leggermente striato nel senso longitudinale, solido, cilindrico, un poco ingrossato nella base, e nel maggior numero degli individui corto in rapporto alla larghezza del cappello, pel quale carattere il fungo presentasi di aspetto nano anzi che non; la Carne tanto del cappello che dello stipite è di consistenza densa alquanto elastica, bianchiccia, ma appena rotta o tagliata cangiante in colore giallognolo, azzurro, e rossiccio. Gli Sporidii ocracei.

Stazione: Nel terriccio di castagno delle colline boscose dei dintorni di Messina, raccolto la prima volta nel declinare di settembre dell'anno 1868.

 

 

Boletus messanensis

 

Fungi Siciliani (1865-1879)

Centuria II, pag. 13, tab. III, fig. 11-3. 

 

 

Note: Molto probabilmente si tratta del precedente Boletus fragrans Vittad. 1835, specie comune sui Monti Peloritani di Messina.

 

 

Boletus impolitus  Fries

= Hemileccinum impolitum (Fr.) Šutara

Xerocomus impolitus (Fr.) Quél.

Funciu d'ogghiu

Cappello: 5-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine anche piano. Cuticola grinzosa, feltrata, quasi liscia. Colore da grigio ocra a bruno nocciola, a volte con tonalità rossicce. Alla manipolazione assume colore bruno rossastro.

ImenoforoTubuli di media lunghezza, liberi al gambo, giallo citrini, a maturazione giallo verdognoli, immutabili al taglio. Pori piccoli, diseguali, concolori ai tubuli, immutabili al tocco.

Gambo: 4-12 x 2-5 cm, cilindrico o obeso, attenuato alla base e subradicante, nudo, senza reticolo, con lieve fibrillatura gialla. Colore da bianco crema a giallino nella parte alta, con macchie rosso brunastre alla base.

Carne: soda, poi più tenera, bianca, rosa sotto la cuticola, immutabile al taglio per tutta la lunghezza. La base del gambo possiede uno sgradevole odore di fenolo. Sapore dolce, leggermente acidulo.

Habitat: Cresce in estate e autunno in boschi di latifoglie, preferibilmente querce e castagni.

Microscopia: Spore bruno-olivastre in massa, fusiformi, lisce, 10-15 x 4,5-6 µm.

Commestibilità: Buon commestibile, scartare la parte inferiore del gambo per l'odore sgradevole di medicinale.

Note: Boletus impolitus è pecie di taglia non elevata, si distingue per il cappello bruno nocciola, i pori gialli, il gambo bianco senza reticolo, la carne bianca immutabile e per l'assenza di viraggi in ogni parte. In caso di dubbio strofinare l'estrema base ed odorare se è presente l'odore fenico. Il gambo si presenta con una fibrillatura simile ai Leccinum, ci sembra più adeguata la collocazione nel Genere Hemileccinum anziché nel Genere Xerocomus.

Boletus depilatus = Hemileccinum depilatus si distingue per la cuticula liscia e martellata.

Boletus fechtneri dalle colorazioni pileiche simili, si distingue per il gambo più giallo provvisto di un reticolo concolore, carne giallina e un debole  viraggio all'azzurro.

Leccinum lepidum si distingue per il gambo fibroso, giallo, ricoperto di squamette e per il viraggio della carne prima al rosso e poi al grigio.

 

Boleti a pori gialli e carne amara: Sez. Calopodes

Cappello di colore bianco o caffellatte, carne di sapore amaro, biancastra, virante al verde-blu al taglio, pori fini, gialli viranti al blu alla pressione, tubuli dello stesso colore, gambo con reticolo.

Sapore: alcuni boleti sono amari, un semplice assaggio va fatto masticando con gli incisivi, sputando poi il materiale solido rimasto e gustando sulla punta della lingua il sapore rimasto in bocca.

 

Boletus calopus Pers.

Caloboletus calopus  (Pers.) Vizzini

Cappello:  5-15 cm,  da emisferico a convesso. Cuticola asciutta, finemente vellutata o comunque opaca, screpolata col secco, di colore grigio-nocciola, beige pallido o caffellatte, tende a scurire con l'età ed a imbrunire nelle abrasioni.

Imenoforo: Tubuli fini, lunghi, adnato-arrotondati, gialli, tententi al verdognolo, verde-azzurro al taglio. Pori gialli, poi olivastri, viranti al verde-azzurro alla pressione.

Gambo: 4-10 x 2 cm, inizialmente obeso, poi cilindrico, di colore giallo all'apice e rosso carico nella metà inferiore, bruno alla base, ricoperto da un fitto reticolo ben evidente, inizialmente bianco poi concolore. Vira al blu alla manipolazione.

Carne: bianco crema, brunastra alla base del gambo, vira al taglio all'azzurro tenue. Fortemente amiloide. Sapore amaro.

Habitat: Cresce dall'estate all'autunno in boschi soprattutto di faggio, castagno, e abeti, con substrato acido.

Microscopia: Spore lisce, fusiformi, 12-16 x 4-6 µm.

Commestibilità: amaro, non commestibile.

Boletus calopus

Note: per i pori gialli può essere confuso con alcuni Boletus della sezione Appendiculati ma l'assaggio toglie ogni dubbio.

Nella sez. Calopodes viene considerata una semplice forma il Boletus pachypus, che differirebbe per il cappello più chiaro, una fascia rossa confinata all'apice del gambo e sapore meno amaro.

Boletus radicans possiede cappello bianco o grigio caffellatte e gambo giallo senza toni rossi.

Boletus sanguineipes possiede cappello da bianco sporco a nocciola chiaro, gambo rosso sangue nell'estrema base ma senza traccia di reticolo, carne rossa alla base del gambo e sapore poco amaro evidenziabile solo dopo lunga masticazione, reazione amiloide negativa.

Tylopilus felleus, anch'esso dal sapore amaro possiede pori prima bianchi, poi rosa o viranti al rosato, carne bianca immutabile o appena rosata, gambo senza toni rossi.

 

Boletus radicans Pers.: Fries

Boletus albidus  Roques

Porcino amaro, Funciu i vacca, Firin

Cappello:  5-20 cm, inizialmente emisferico, poi convesso o guancialiforme. Cuticola asciutta, vellutata, glabrescente. Di colore dal bianco latte al grigio caffellatte.

Imenoforo: Tubuli sottili, adnati, gialli, poi verdognoli, azzurri al taglio. Pori rotondi, giallo citrino, immediatamente viranti al blu al tocco.

Gambo: 6-10 x 2-7 cm, tozzo, spesso cilindrico, radicante, biancastro con zone giallo chiaro, più scuro alla base, ricoperto da un fine reticolo concolore, al tocco vira al verde-azzurro.

Carne: biancastra, giallo pallida, vira immediatamente al verde-blu al taglio. Reazione amiloide negativa. Odore fruttato, sapore amaro.

Habitat: Cresce dall'estate all'autunno in boschi di querce, faggi e carpini, su terreno calcareo.

Microscopia: Spore lisce, fusiformi, bruno olivastre in massa, 11-14 x 3-6 µm.

Commestibilità: Non commestibile per il sapore amaro.

   
  Boletus radicans

 

Note: Si distingue per la colorazione biancastra del cappello (da cui il vecchio nome Boletus albidus) e per l'assenza di toni rossi sul gambo, per il viraggio al verde-blu e soprattutto per il sapore amaro. Per quest'ultima caratteristica possiede lo stesso nome volgare del Tylopilus felleus che però possiede pori prima bianchi, poi rosa o viranti al rosato e carne bianca immutabile o appena rosata.

Boletus calopus si distingue per il gambo rosso carminio, ornato da un reticolo concolore.

 

 

Boletus a grandi pori gialli: Sez. Subpruinosi

Pori grandi e allungati di 1 mm, gialli, viranti intensamente al tocco, carne virante intensamente al blu notte

Carne: va controllato il colore, tagliando con un coltello il boleto per l'intera lunghezza, e osservando se cambia di colore, cioè se subisce un viraggio. I viraggi dei Boletus sono di varie intensità da verde a blu intenso e non indicano la commestibilità; per viraggi al rosa-rosso e poi al grigio-nero controllare il genere Leccinum.

 

Boletus flavosanguineus Lavorato & Simonini

Cappello: 3-6 cm, da emisferico a convesso, talvolta conico e subumbunato da giovane, con margine dapprima involuto, poi ottuso. Cuticola appena debordante, feltrosa, liscia o tubercolata, inizialmente giallo primula, poi rossa con tono arancione infine vinosa, virante rapidamente, al tocco, all'azzurro e poi al blu-nerastro.

Imenoforo: Tubuli lunghi, adnato-decorrenti, poi adnato-arrotondati, giallo-zolfo, al taglio verdastri, poi blu-neri. Pori inizialmente piccoli e rotondi, poi più grandi anche oltre 1 mm e allungati, concolori ai tubuli, al tocco blu-neri, in vecchiaia sfumati di rosso.

Gambo: 1-1,8 x 4-7 cm, a volte ec centrico, cilindrico o poco obeso, attenuato alla base e nettamente radicante, giallo concolore ai pori, poi fulvo-arancione, infine rosso-porpora, blu-nero al tocco e dopo qualche ora rosso-violaceo. Munito di reticolo evidente, di estensione variabile, a volte limitato alla parte superiore, giallo, poi rosso scuro.

Carne: Molto soda nel cappello da giovane, poi più molle, dura e fibrosa nel gambo, di colore giallo crema, al taglio vira immediatamente al verde e poi al blu inchiostro. Odore debole, fruttato, sapore acidulo.

Microscopia: Spore giallo oro carico al MS 13,6-14,6 x 6,8-7,1 µm. Basidi ialini, tetrasporici, raramente bisporici 32-40 x 9-12,5 µm. Cuticola del pileo a tricoderma da subparallelo a fortemente intrecciato e compatto. Cuticola del gambo sterile e ricoperta, nella parte inferiore, da ife piliformi che raggiungono dimensioni fino a 140 µm.

Commestibilità: Non nota.

Habitat: inizialmente segnalato con  crescita presso pini sulla Sila, cresce in estate a quote relativamente elevate. Diffuso presso Faggi e Querce sui Monti Nebrodi (Monte Soro, Caronia, Cesarò - ME) è stato rinvenuto anche sui monti Peloritani in bosco misto di Castagno e Pino.

 

 

Boletus flavosanguineus

Boletus flavosanguineus maturo con pori arancio.

 

Note: si caratterizza per le piccole dimensioni, il colore iniziale giallo primula in ogni sua parte, tendente al rosso vinoso con l'invecchiamento, la presenza di un fine reticolo sul gambo e la carne violentemente virante al blu notte al taglio.

Può essere scambiato con Boletus pulverulentus (vedi seguente), privo di reticolo o, da giovane, con altri Boleti gialli come B. junquilleus e B. gabratae. Confusione può essere fatta anche con Xerocomus roseoalbidus che possiede carne rosa-lilla sotto la cuticola e sopra l'imenoforo e un debole viraggio all'azzurro.

La recente specie Boletus adalgisae, Marsico & Musumeci, ricalca il Boletus flavosanguineus, soprattutto quando, da maturo, possiede pori arancio o rossi.

Diagnosi latina Boletus flavosanguineus.

 

Boletus pulverulentus  Opat

Cyanoboletus pulverulentus (Opat.) Gelardi, Vizzini & Simonini

Xerocomus pulverulentus (Opat.) E.-J. Gilbert

Cappello: 4-12 cm, convesso, poi piano-convesso, con il margine involuto, eccedente. Cuticola feltrata, poi liscia e lucida, viscida con l'umido, raramente finemente screpolata col secco. Di colore giallo, giallo-bruno, camoscio, bruno-olivastro, immediatamente scurente al blu-nero alla manipolazione.

Imenoforo: Tubuli adnati, decorrenti per un dentino, gialli, viranti al blu al taglio. Pori inizialmente rotondi e piccoli, poi grandi e angolosi, gialli poi giallo verdi, immediatamente blu-neri al tocco.

Gambo: 3-8 x 1-3 cm, affusolato, con base subradicante. Di colore giallo all'apice, con punteggiature brune nella parte mediana, bruno-rossastro alla base, privo di reticolo; virante al tocco al blu scuro e poi lentamente imbrunente.

Carne: Soda, color crema, rossastra alla base del gambo, estremamente virante al taglio, al blu-nero. Sapore dolce, odore fruttato.

Microscopia: spore bruno-oliva in massa, fusiformi, lisce, alcune guttulate,

(11,7) 13 - 14,4 (15,1) x (4,8) 5 - 5,6 (6) µm.  Q = 2,4 - 2,8.

Commestibilità: commestibile di mediocre qualità.

Habitat: Cresce da inizio estate all'autunno, spesso in gruppi, in boschi di latifoglie (querce) e, raramente, di conifere. Sporadico nei nostri boschi.

 

Note: si riconosce per i pori larghi e poligonali, il gambo privo di reticolo e la carne virante intensamente al blu scuro.

Boletus flavosanguineus (precedente), simile per i pori ed il viraggio, possiede cappello a maturità rosso vinoso ed il gambo con un fine reticolo.

Xerocomus ichnusanus dal viraggio esterno intenso, possiede un evidente reticolo sul gambo, a forma di costolature in rilievo; un viraggio della carne meno intenso e spore più grandi.

 

Boleti a pori gialli - arancio - rossi: 1.

Sez. Luridi

Pori fini, da gialli a rossi, viranti alla pressione, tubuli di colore diverso almeno in una fase dello sviluppo, carne giallastra virante intensamente al blu al taglio, gambo con reticolo.

 

Cappello: va controllato se feltrato o liscio, se asciutto o viscido e la colorazione pileica. Alcuni Boletus possiedono, da giovani, una sottile pellicola pruinosa superficiale, di colore bianco o giallo: in questi casi, strofinare inumidendo per far apparire la vera colorazione sottostante.

 

Boletus luridus Schaeffer: Fries

Suillellus luridus (Schaeff.) Murrill

Cappello: 4-18 cm, inizialmente emisferico, quindi convesso, infine spianato, irregolare e gibboso. Cuticola finemente feltrata da giovane, poi liscia, anche lucida. Colore variabile da giallo ocra a bruno olivastro, con toni da aranciati a rosso mattone, si macchia di verde azzurro al tocco, poi al bruno scuro o nero.

Gambo: 6-12 x 3-6 cm, prima tozzo, poi slanciato, cilindrico con base ingrossata. Colore di fondo giallo, giallo olivastro nella parte alta, ocra-rosso porpora alla base, ricoperto da un reticolo rosso bruno, a maglie grandi e allungate.

ImenoforoTubuli lunghi, prima gialli, poi verdastri, al taglio virano all'azzurro. Pori inizialmente gialli piccoli e rotondi, poi da arancione a rosso cupo, virano all'azzurro al tocco.

Carne: Soda nel giovane, molle negli esemplari maturi, fibrosa nel gambo. Di colore giallino tranne alla base del gambo dove è rossa barbabietola, al taglio vira rapidamente al blu, poi decolora al grigio pallido. Sapore dolce, fruttato.

Reazione macrochimica: amiloidia positiva.

Habitat: cresce in boschi di latifoglie ma anche di conifere, dalla primavera all'autunno, soprattutto in terreno calcareo.

Microscopia: spore bruno oliva in massa, lisce, ellittiche, 11-14 x 5-7 µm. Cistidi scarsi, fusiformi.

Commestibilità: Commestibile discreto solo dopo cottura prolungata. Contiene tossine termolabili.

Il viraggio al blu della carne al taglio non è indice di velenosità o commestiibilità ma è ininfluente. Tale viraggio tuttavia è molto utile per la distinzione dei boleti ed è assente nei "Porcini".

 

 

 

Note: Boletus luridus facile da riconoscere per il cappello bruno, nocciola, con sfumature olivastre, per il reticolo sul gambo a maglie grandi e allungate e per la colorazione subimeniale rossastra (prima del viraggio), evidenziata in sezione da una linea di separazione tra carne e tubuli, detta linea di Bataille, concolore ai pori. Detta linea è utile alla distinzione dal simile Boletus queletii, dal gambo liscio privo di reticolo, con toni del cappello rossastri e pori giallo arancio e dal Boletus erythropus con gambo punteggiato di rosso e privo di reticolo e carne di colore giallo più intenso.

 

Boletus permagnificus Pöder

Suillellus permagnificus (Pöder) Blanco-Dios

Exsudoporus permagnificus (Pöder) Vizzini, Simonini & Gelardi

Cappello: 3-12 cm, emisferico, poi convesso, guancialiforme, con margine sottile, eccedente; cuticola liscia, lucida e vischiosa ad umido, asciutta e pruinosa col secco, di colore rosso vivo, rosso sangue,  sbiadita col secco.

Imenoforotubuli da adnati a decorrenti, mediamente lunghi, gialli, viranti all'azzurro al taglio. Pori piccoli, inizialmente gialli, arancio verso il margine, poi rosso sangue, secernenti goccioline lucide gialle nel giovane, viranti al blu alla pressione.

Gambo: 3-10 x 1-3 cm, cilindrico, inizialmente giallo ma tendente a divenire rosso, ricoperto da un reticolo di colore rosso, a maglie allungate e larghe negli individui obesi, virante al blu al tocco.

Carne: soda, poi molliccia, color crema nel cappello, con filo sottocuticolare rosso, gialla nel gambo, rossa all'estrema base, virante subito all'azzurro al taglio, poi sbiadente,

Reazione macrochimica: amiloidia positiva della carne alla base del gambo.

Habitat: specie rara, cresce in estate in boschi termofili preferibilmente di querce.

Raccolte: 2015, Monti Peloritani, Antillo (ME). Exsiccatum in erbario personale.

Microscopia: spore ellissoidali, lisce, 13-16 x 5-6,5 µm.

Commestibilità: da considerare non commestibile per la carne poco pregiata, le tossine termolabili presenti e la sua rarità.

 

Note: Boletus permagnificus si riconosce per le vivaci colorazioni rosse in ogni parte, un vistoso reticolo sul gambo ed i pori essudanti goccioline gialle.

Simili sono Boletus frostii e Boletus floridanus, specie nordamericane.

Gli esemplari dai colori sbiaditi per il secco, non viscidi, possono essere confusi con Boletus luridus e la var. rubriceps dalla cuticola rossa. Entrambi possiedono la linea di Bataille e carne vistosamente  rosso barbabietola alla base.

 

Boletus legaliae  Pilàt et Usak

= Rubroboletus legaliae (Pilàt ex Pilàt & Dermek) Della Maggiora & Trassinelli

Suillellus legaliae Pilát ex Blanco-Dios

Boletus satanoides Martin ss. Sing.
Boletus splendidus  Smotl.

Cappello: 5-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso persistente, tardivamente piano. Margine a lungo involuto. Cuticola asciutta, liscia, glabra, inizialmente di colore biancastro o grigio chiaro, per la presenza di una sottile pellicola pruinosa che lentamente viene assorbita dalla colorazione di fordo e diventa di colore rosato, rosa vinoso, non in modo uniforme ma solo a macchie. Con l'umido la pruina sparisce più velocemente ed il cappello si presenta presto più estesamente rosso vinoso, con zone che permangono grigiastre.

Imenoforo Tubuli corti, adnati, di colore giallo, viranti al blu al taglio. Pori piccoli e rotondi, presto rosso arancio, rosso, rosso cupo, più a lungo gialli al margine del cappello, viranti al blu alla pressione.

Gambo: 5-10 x 2-6 cm, obeso, poi cilindrico con base ingrossata, ricoperto da un reticolo rosso sangue a maglie fitte che non lasciano intravedere la carne gialla.

Carne: Soda, poi molle, crema, giallo pallido, vira all'azzurrino al taglio in tutta la sezione, anche nel gambo, a volte alla base vira al rosso vinoso. Odore di cicoria torrefatta.

Habitat: Cresce isolato o a piccoli gruppi da giugno ad ottobre in boschi di latifoglie (Quercia, Faggio) o misti, su terreno acido.

Microscopia: Spore fusiformi, lisce, 13-18 x 5-6 µm. Cistidi fusiformi.

Commestibilità: Non commestibile, tossico, procura sindrome gastroenterica e lassativa anche dopo prolungata cottura.

 
       Boletus satanoides   

=  Boletus legaliae     

 

Note: Si distingue per la cuticola grigio chiaro virante al rossastro per traumi o tardivamente spontaneamente, ma solo a macchie; la carne, giallo crema, che vira al taglio uniformemente in tutta la sezione, anche nel gambo, con odore di cicoria; il reticolo, rosso, molto fine.

Simile Boletus rhodoxanthus ha cuticola più sul bianco latte e la carne del gambo, giallo intenso, non vira al taglio.

Boletus satanas  NON possiede toni rossastri sul cappello (inumidire e strofinare), ha un viraggio debole, gambo giallo in alto e rosso al centro.

Esemplari maturi, con la cuticola rosso vinoso, si possono confondere con Boletus rhodopurpureus che possiede un forte viraggio al blu scuro della carne ed un viraggio esterno anche del cappello.

Rubroboletus demonensis possiede presto colorazione rossa del cappello, gambo con zona apicale gialla e reticolo a maglie più larghe.

 

Rubroboletus demonensis  Vasquez, Simonini, Svetasheva, Miksˇı´k & Vizzini

Boletus rhodopurpureus f. polypurpureus ss. Ruiz Fernandez & Ruiz Pastor

Boletus rubrosanguineus ss. Calzada Dominguez

Boletus legaliae ss. Rodà

Cappello: 6-15 (25) cm di larghezza, inizialmente emisferico, poi convesso, guancialiforme, quasi appianato, margine ħ regolare da giovane, presto ħ ondulato-lobato. Cuticola liscia o finemente screpolata col secco, di colore inizialmente biancastro o grigio-ocra chiaro, presto, partendo dal margine, rosa pallido-lilla, quindi, sull'intera superficie, rosso sangue, rosso porpora, brillante, alle volte con zone ħ colorate, più chiare col secco o scure se contuse.

Imenoforo: Tubuli di lunghezza media o corti, da adnati a liberi, gialli, poi olivastri, blu al taglio. Pori piccoli, rotondi, presto di colore rosso vivo o con alone arancio al margine pileico, blu alla pressione.

Gambo: 8-12 (15) x 4-8 cm, robusto, obeso, poi cilindrico o allargato al centro, quasi sempre di colore giallo oro ħ esteso all'apice, degradante al crema nella zona intermedia e al rosso-porpora nella parte bassa, con un tomento biancastro all'estrema base. Superficie ricoperta da un evidente reticolo rosso porpora a maglie ħ larghe che conferisce in lontananza un aspetto rosso all'intera superficie.

Carne: soda, giallo crema, giallo più intenso nelle zone periferiche del gambo, alle volte con chiazze bruno rossastre all'estrema base, virante al blu al taglio nell'intera sezione, poi decolorante al grigio crema. Sapore acidulo, odore debole, fungino.

Reazione macrochimica: amiloidia negativa della carne alla base del gambo se osservata microscopicamente. In alcuni casi la reazione può presentarsi macroscopicamente positiva.

Habitat: Cresce dalla primavera inoltrata ad inizio autunno, con un rallentamento estivo in mancanza di piogge, su terreno acido siliceo, in boschi termofili di latifoglie, con preferenza per castagni e querce caducifoglia, anche miste con aghifoglie, mai in boschi puri di conifere. Distribuzione prevalente in Calabria e Sicilia e sporadica in Grecia e Spagna. Rinvenuto più volte ed in varie località sui monti Nebrodi (ME).

Microscopia: Spore lisce, non amiloidi, da ellissoidi a cilindriche, fusiformi, con depressione supra-ilare pronunciata, (12,5) 12,6-13,6 (13,9) x (4,6) 4,7-5,1 (5,1) µm. Q = 2.57-2.79. Presentano una certa variabilità in diverse collezioni dove sono state riscontrate forme più ellissoidali.

Basidi tetrasporici 31-48 x 7-13 µm. Cistidi da fusiformi a lageniformi, ialini.

Commestibilità: da considerare tossico come le altre specie affini.

Etimologia: Demonensis si riferisce all'areale di crescita della specie. Deriva da Val Demone, una delle tre provincie in cui era suddivisa la Sicilia sotto il dominio Arabo. Il territorio comprendeva la zona nord orientale della Sicilia, corrispondente alle attuali provincie di Catania, Enna e Messina dove ricade il comune di Roccella Valdemone.  Comprendeva l'Etna, i Monti Peloritani, i Nebrodi e le Madonie, arrivava fino al fiume Imera che, dalle Madonie, si dirige verso sud tagliando in due la Sicilia e separava le altre due provincie: la Val di Noto (SR) posta a Sud e la Val di Mazara (Mazzara del Vallo -TP) ad Ovest.

 

Note: Rubroboletus demonensis è specie intermedia tra Rubroboletus legaliae e R. rubrosanguineus. Può definirsi un R. rubrosanguineus con habitat in boschi termofili di latifoglie.  Si distingue per la colorazione del cappello presto estesamente rosso porpora, con tendenza ad imbrunire ove contuso, i pori rossi, il gambo rosso con apice giallo, ricoperto da un reticolo rosso a evidenti maglie larghe, la carne virante al blu nell'intera sezione.

Boletus legaliae (Rubroboletus) può confondersi nei primi stadi di crescita quando la cuticola è biancastra, successivamente questi mantiene tali colorazioni del cappello anche se alle volte localizzate e difficilmente la cuticola diviene interamente rossa. Il gambo possiede colorazione rossa fino all'apice, senza zona apicale gialla ed il reticolo è a maglie strette e fitte.

Boletus rubrosanguineus (Suillelus, Rubroboletus) possiede analoghe colorazioni del cappello ma è di dimensioni inferiori e cresce prevalentemente in boschi montani di conifere. Il gambo possiede un reticolo con maglie particolarmente fitte e allungate che conferiscono una colorazione rosso sangue uniforme a tutto il gambo, senza zona apicale gialla.

Boletus rhodopurpureus (Imperator rhodopurpureus) possiede un forte viraggio al blu scuro al taglio o anche alla manipolazione su tutte le superfici, in modo tale da divenire interamente nero ad una intensa manipolazione.

Boletus rhodoxanthus non possiede viraggio nella carne del gambo e la colorazione pileica non raggiunge una colorazione rossa intensa.

 

Boletus rhodoxanthus  (Krombh.) Kallenb.

Rubroboletus rhodoxanthus (Krombh.) Kuan Zhao & Zhu L. Yang

= Suillellus rhodoxanthus (Krombh.) Blanco-Dios

Cappello: 5-18 cm, inizialmente globoso, poi convesso con orlo involuto. Cuticola asciutta, glabra, possiede una pruina che lo ricopre e che gli conferisce un colore inizialmente molto chiaro, biancastro, poi bianco argilla,  con l'età, specialmente con piogge, la pruina scompare e si evidenzia il colore di fondo rosso chiaro, rosa-vinoso a partire dal margine o a chiazze. Col secco occorre strofinare la cuticola per vedere il rosso del fondo.

Imenoforo Tubuli arrotondati al gambo, gialli, giallo verdognoli, viranti al taglio al blu. Pori piccoli, rotondi, inizialmente gialli, presto rosso sangue, blu al tocco.

Gambo: Obeso, poi slanciato, ventricoso, 5-10 x 2-6 cm, giallo in alto, rosso porpora in basso, con fitto reticolo rosso vivo che negli esemplari adulti si allarga facendo intravedere il fondo giallo.

Carne: Soda, giallo cromo, molto virante nel cappello e nella parte alta del gambo, gialla immutabile nel resto del gambo.

Habitat: Cresce sotto latifoglie in terreno neutro acido, in estate autunno.

Microscopia: Spore bruno oliva in massa, ellissoidali, 10-12 x 3,5-4,5 µm.

Commestibilità: Non commestibile, tossico, provoca sindrome gastroenterica e lassativa grave, anche dopo cottura prolungata.

 
  Boletus rhodoxanthus

 

Note: Si distingue per il colore inizialmente molto chiaro, biancastro, che negli esemplari adulti si sfuma, a partire dal margine, di rosa-rosso chiaro, i pori rosso sangue ed il gambo ricoperto da un bel reticolo rosso. La carne è giallo vivo immutabile nel gambo, virante nel cappello.

Può essere confuso con Boletus satanas, che ha cuticola caffellatte, MAI macchiata di rosa/rosso, gambo giallo in alto e rosso nella parte mediana e carne bianca virante.

Altra specie quasi identica è Boletus legaliae che possiede carne color crema, virante anche nel gambo. Analoga tossicità.

 

 

 

Boletus pulchrotinctus  Alessio (1985)

= Suillellus pulchrotinctus (Alessio) Blanco-Dios, (2015)

Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang, (2014)

Boletus cicognanii Ubaldi

Boletus pseudofechtneri Cetto

Cappello: Fino a 20 cm, da emisferico a convesso, cuticola liscia ed asciutta, coperta da una pruina di colore grigio chiaro, ocra, che svanisce ad iniziare dal bordo che appare di colore rosa ciclamino e col tempo si estende e colora interamente il pileo di rosato, rossastro, col disco più chiaro.

Imenoforo: Tubuli adnati, gialli, poi olivastri, al tocco virano leggermente al verde blu. Pori piccoli, rotondi, gialli o soffusi di arancio, talvolta anche rossi, in vecchiaia bruno arancio, virano al blu al tocco.

Gambo: Cilindrico, talvolta panciuto, un poco radicante, da giallo limone a giallo brillante nella parte alta, sfumato di rosa-rossastro in basso, ricoperto da un tenue reticolo concolore.

Carne: Soda, in vecchiaia molle. Di colore crema, giallo pallido, virante al blu al taglio, anche in modo intenso. Odore fruttato, sapore dolciastro.

Habitat: Cresce dall'estate all'autunno nei boschi termofili di latifoglie, su terreno calcareo.

Microscopia: Spore bruno olivastre in massa, fusiformi, 12-16 x 5-7 µm.

Commestibilità: Tossicità simile a quella del Boletus satanas,  provoca gravi disturbi gastrointestinali anche ben cotto.

  

Note: Boletus pulchrotinctus al pari di altri boleti a cappello rosso, presenta inizialmente una pruina bianca che gli conferisce un colore bianco-grigiastro, grigio-rosato. Si distingue per il portamento robusto e massiccio, per la colorazione del cappello, con l'età rosa-lilla, rosso-porpora, per i pori gialli o giallo-arancio e per il gambo che possiede una colorazione rosa-rosso nella parte medio-bassa e che spesso si presenta a cipollotto. Può essere confuso col Boletus pseudoregius col quale prima condivideva il nome di Boletus cicognanii, più esile, che presenta pori più gialli, mai con toni arancio, poco mutabili, gambo con reticolo giallo e solo qualche macchia rossa,  carne solo leggermente virante. Simile anche Boletus legaliae (vedi sopra) che presenta presto pori rossi, cappello che permane a lungo bianco, gambo ricoperto da un fitto reticolo rosso carminio e carne giallo citrino.

 

Boletus aetnensis Inzenga 1869

Diagnosi originale: Pileo pulvinato, compacto, glabro, brunneo-rufo; stipite crassissimo, subaequali, obsolete reticulato, subconcolore; tubulis semiliberis, elongatis, sordide lutescentibus, poris rubiginosis.

Habitat: in locis graminosis in Aetna Siciliae. - Species ampla, colore omnino peculiari; caro tam pilei quam stipitis mox caerulescit.

Boletus aetnensis

 

Inzenga: Fungi Siciliani (1865-1879) 

Centuria II° t. 5 f. 2.

-

Fries: Hym. Eur. p. 511.

-

Saccardo, P.A. Sylloge Fungorum VI: 35 (1888) 

 

Tav. V^ in basso Boletus aetnensis

 

Boletus panormitanus Inzenga 1869

Diagnosi originale: "Boletus pileo convexo subtomentoso fuligineo-stramineo, margine prominente revoluto, stipite fusiforme concolore, superne lutescente reticulato sanguineo, tubulis liberis luteis dein coerulescentibus, ore sanguineo".

Habitat: in Siciliae nemoribus. - B. Aetnensi cognatus, sed evidenter distinctus stipitis basi fusiformi et reticulo laxo; caro caerulescens, in stipitis basi rubella.

 

Boletus panormitanus

 

Fungi Siciliani (1865-1879) 

Centuria II° t. 5 f. 1. 

 

 

Tav. V^ in alto Boletus panormitanus

 

Boleti a pori gialli - arancio - rossi: 2.

Sez. Erythropodes

Pori aranciati o rossi, tubuli di colore diverso, gambo sempre privo di reticolo, spesso punteggiato, carne gialla o giallastra virante al blu al taglio, sapore mite.

 

Boletus erythropus Persoon

Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gilardi, Simonini & Vizzini, 2014

Neoboletus erythropus (Pers.) C. Hahn, 2015

Cappello: 5-20 cm, inizialmente emisferico, poi a lungo convesso, infine piano, con il margine inizialmente involuto, poi regolare. Cuticola asciutta, molto vellutata, tardivamente anche liscia e lucida. Colore bruno olivastro, bruno scuro, marrone, a volte anche decolorato o con chiazze giallo ocra, se sfregato tende ad annerire.

ImenoforoTubuli liberi al gambo, medio-lunghi, sottili, gialli, poi olivastri, al taglio virano immediatamente al blu. Pori piccoli, rotondi, giallo-arancio nei giovani esemplari, poi rosso carminio debolmente gialli al margine, infine rosso scuro, mattone, virano al blu al tocco.

Gambo: 6-15 x 3-7 cm, obeso, poi cilindrico, con la base ingrossata ed appuntita. Di colore giallo, tendente al bistro alla base, ricoperto da una finissima punteggiatura che gli da un aspetto rosso sangue, con apice alle volte in vecchiaia più chiaro, arancio o giallo. Vira al blu al tocco o per naturale sfregamento.

Carne: soda, compatta, di colore giallo, giallo intenso all'estrema base, rosso vinoso in vecchiaia, virante immediatamente al blu intenso al taglio, poi ingrigente. Odore fruttato, sapore gradevole.

Reazione macrochimica: amiloidia negativa della carne alla base del gambo.

Habitat: cresce dalla primavera all'autunno, anche in gruppi, in terreni acidi, sotto latifoglie ed aghifoglie.

Microscopia: spore ellissoidali, lisce, bruno oliva in massa 12-16 x 5-7 µm. Cistidi incrostati claviformi. Ife senza giunti a fibbia.

Commestibilità: buon commestibile dopo adeguata cottura, in quanto contiene tossine termolabili, si presta alla conservazione sott'olio.

Il viraggio al blu della carne al taglio non è indice di velenosità o commestiibilità ma è ininfluente. Tale viraggio tuttavia è molto utile per la distinzione dei boleti.

  

Boletus erythropus

Note: Boletus erythropus si caratterizza per una estesa punteggiatura rossa sul gambo, un cappello bruno scuro, vellutato, i pori rosso carminio ed un viraggio immediato al blu al taglio.

Nella nuova sistematica si accavallano Neoboletus erythropus e N. luridiformis in quanto la diagnosi originale del primo sembra non corrispondere all'attuale concetto della specie.  Di conseguenza la prima denominazione sarebbe da abbandonare in favore della seconda.

Boletus luridus è più esile, ha il gambo con vistoso reticolo allungato, la carne sopra i tubuli rossa per un filo e rosso barbabietola alla base del gambo.

Boletus queletii presenta delle somiglianze ma possiede cappello sul rosso cupo, pori a lungo giallo-arancio, mai rosso vivo, gambo giallo privo di reticolo o punteggiatura rossa e con base rosso vinosa anche internamente.

Boletus fragrans, simile se non si osservano i pori di colore giallo, possiede cappello sul marrone,  non nerastro o annerente, gambo giallo, liscio o con larga punteggiatura rossa limitata alla base ed ha un viraggio più debole.

Boletus erythropus var. discolor (Quél.) Boud. 1904

Boletus erythropus subsp. discolor (Quél.) Dermek, Kuthan & Singer, 1976

Neoboletus luridiformis var. pseudosulphureus (Kallenb.) A. Urb. & Klofac, 2015

Neoboletus pseudosulphureus (Kallenb.) Klofac, 2015

Possiede cappello bruno giallastro, subliscio, ad umido anche viscido, tubuli lunghi, prima gialli, poi olivastri, pori gialli, poi giallo-bruni o con lieve tonalità arancio, gambo ricoperto da una fine punteggiatura prima gialla, poi bruna o arancio rossastra, carne gialla con macchie rosso vinose alla base del gambo in vecchiaia, virante rapidamente al blu.  Habitat in boschi di Querce.

Intorno a questa varietà troviamo diversi aspetti con colorazioni più o meno gialle.

Molto simile ma separato su base molecolare Neoboletus xanthopus (Klofac & A. Urb.) Klofac & A. Urb. 2014, con cappello giallo ocraceo o bruno giallastro, pori rossi o arancione, gialli solo al bordo, gambo giallastro, raramente con toni arancio o rossastri, con fine e poco appariscente punteggiatura concolore, poi imbrunente, sembra preferire habitat di Querce in ambiente mediterraneo.

 

Neoboletus pseudosulphureus

 

Boletus queletii Schulzer

Suillellus queletii (Schulzer) Vizzini, Simonini & Gelardi

Cappello: 5-15 cm, inizialmente emisferico poi a lungo convesso, infine guancialiforme, con il margine rotondeggiante. Cuticola asciutta, vellutata, feltrata. Di colore variabile da bruno olivastro, ocra arancio, bruno arancione, a rosso mattone.

Imenoforo: Tubuli adnati, facilmente separabili dalla carne, da giallo citrino a giallo verdognolo, al taglio virano al blu. Pori piccoli, rotondato- angolosi, inizialmente giallo oro, poi rosso arancione, infine verde oliva, blu al tocco.

Gambo: 4-15 x 1,5-3 cm, prima tozzo, poi slanciato cilindrico, spesso ricurvo, attenuato al piede, spesso radicante. Asciutto, di colore giallo citrino, in alto giallo oro, in basso rosso carminio. Privo di reticolo. Al tocco vira al bluastro.

Carne: Inizialmente soda, poi molle. Di colore giallo vivo nel cappello e rosso vinosa nella parte inferiore del gambo. Odore e sapore acidulo.

Reazione macrochimica: amiloidia positiva della carne alla base del gambo.

Habitat: In gruppi di numerosi esemplari, in boschi di latifoglie, dalla primavera all'autunno inoltrato.

Microscopia: Spore lisce, fusiformi ellissoidali, 10-15 x 5-7 µm. Cistidi fusiformi.

Commestibilità: Si può consumare solo dopo adeguata cottura.

(Vedi la scheda tossicità dei funghi).

 

    

Boletus queletii

 

Note: Si distingue per la colorazione del cappello bruno oliva, rosso cupo, per i pori mai colorati di rosso vivo, per il gambo, privo di reticolo e di punteggiatura rossa , e soprattutto per la colorazione rosso vinosa alla base del gambo che si evidenzia anche al taglio. Esistono anche forme xanthoidi cioè con colorazioni giallastre:

 

Boletus queletii var. discolor (Quél.) Alessio  

 

Boleti a taglia robusta e viraggio intenso: Sottosez. Torosi

= Genere Imperator

Specie di portamento massiccio e di elevato peso specifico, con viraggio violento al blu nerastro in ogni parte e nella carne, pori rossi o gialli ma tendenti ad arrossare, reticolo evidente.

 

Boletus rhodopurpureus Smotlacha

Imperator rhodopurpureus (Smotl.) Assyov, Bellanger, Bertéa, Courtec., Koller, Loizides, G. Marques, J.A. Muñoz, N. Oppicelli, D. Puddu, F. Rich. & P.-A. Moreau

Boletus purpureus ss. aut.

Cappello: 5-20 cm, emisferico poi piano-convesso, carnoso. Cuticola  asciutta, rugulosa, bitorzoluta, lucida specialmente a tempo umido. Possiede inizialmente una pruina di colore giallo che più o meno presto con le piogge o l'umido sparisce, lasciando intravedere e poi apparire la cuticola prima arancio-rosa, rosa-salmone, poi rosso-porpora, infine bruno porpora.

Imenoforo: Tubuli mediamente lunghi, più corti presso il gambo, liberi, di colore giallo, poi bruno oliva, bluastri al taglio. Pori piccoli, rotondi, nei primordi gialli ma presto di un bel rosso vivo, scarlatti, bluastri al minimo tocco o nerastri.

Gambo: 6-12 × 3-8 cm, ovale poi più o meno cilindrico ma sempre più grosso verso la base. Ha colore di fondo giallo-arancio ed è rivestito da un reticolo inizialmente giallo, presto di un bel rosso intenso, blu scuro appena sfiorato.

Carne: Inizialmente soda poi più molle, giallo intenso, rosso-carminio alla base, subito blu inchiostro scuro al taglio poi lentamente rosso cupo. Odore fruttato, sapore leggermente acidulo.

Habitat: Cresce dall'estate ad inizio autunno a piccoli gruppi o isolato, in boschi caldi di latifoglie, specialmente faggi e querce.

Microscopia: Spore bruno-oliva in massa, lisce, 11-14 × 4,5-6 µm, ellittico-fusiformi.

Commestibilità: tossico da crudo, sconsigliato anche ben cotto in quanto può causare sindrome gastrointestinale.

 

 

Boletus rhodopurpureus

Note: Boletus (Imperator) rhodopurpureus si caratterizza per le grosse dimensioni, la colorazione generale che da giallo iniziale arriva al rosso porpora a chiazze più o meno estese,  il viraggio violento al blu nerastro in tutte le parti, i pori rosso sangue, il reticolo rosso ben evidente sul gambo.

Può essere confuso con il gruppo Rubroboletus legaliae, R. demonensis,  e R. rubrosanguineus inizialmente facilmente distinguibili per il cappello biancastro. A maturità le colorazioni del cappello possono essere sulle stesse tonalità rosso porpora, in tal caso in questo gruppo risulta non virante al minimo tocco, inoltre la carne ha un viraggio più debole.

Boletus luteocupreus (vedi sotto) è specie molto simile

Nelle nostre raccolte, esemplari riconducibili a entrambe le specie, in diversi stadi di crescita, di cui le foto,  sono state rinvenute a pochi metri di distanza e fanno presumere si tratti di evoluzioni cromatiche dovute a condizioni climatiche. Verosimilmente B. luteocupreus è una forma di B. rhodopurpureus.

Note storiche: il vecchio nome Boletus purpureus Pers. 1825 è nomen confusum e Boletus purpureus Fr. 1835 è nomen illeg. Da qui nasce l'esigenza di adottare una nuova denominazione. Smotlacha dopo una prima presentazione come Boletus eupurpureus 1937 (nom. inval.), presenta nel 1952 il Boletus rhodopurpureus come specie nuova. Considerando le diverse colorazione che può assumere ne indica anche alcune forme ma con scarne descrizioni che lasciano spazio per la creazione del Boletus luteocupreus Bertéa & Estadès, 1990. Inoltre una var. del vecchio B. purpureus, elevata a specie, è considerata nomenclativamente valida:  Boletus xanthocyaneus (Ramain) Romagn, 1976.

Holotipus del Boletus rhodopurpureus

in Smotlacha e Vejrych 1944

Boletus luteocupreus Bertéa & Estadès

Caratterizzato da colorazioni iniziali giallo-cromo, successivamente il cappello assume toni rosso-lampone o rosso-rame  non uniforme, lasciando intravedere all’orlo e nelle zone non contuse l’iniziale colore giallastro, virante al minimo tocco al blu nerastro. A completa maturazione il cappello assume tonalità plumbee, grigiastre, al contrario Boletus rhodopurpureus rimane con toni bruno-rossastri con sfumature viola sordido.

Tubuli gialli, blu scuro al taglio. Pori presto rosso sangue su tutta la superficie oppure di colore giallo arancio per una fascia al bordo del cappello; blu neri al tocco.

Gambo con reticolo rosso sangue su fondo giallo arancio; rosso scuro alla base, virante al minimo tocco.

Boletus luteocupreus

Le principali caratteristiche di luteocupreus che lo differenziano da rhodopurpureus stanno nella colorazione del cappello che evolve a tonalità ramate, nell'imenoforo presto rosso sangue e nel gambo che presenta uno sfondo più giallo, giallo arancio. Considerata la similitudine con B. rhodopurpureus sarebbe sufficiente una separazione a livello di forma o varietà.

 

Boletus rhodopurpureus var. gallicus (Romagn.) Redeuilh

Cappello: possiede colorazione giallo crema che evolve ad un debole rosa con fini maculature o chiazze rossastre che infine tendono al grigio olivastro e col bordo che rimane giallo chiaro. Cuticola debolmente screpolata col secco.

Imenoforo: tubuli corti, gialli, pori piccoli presto rosso sangue, con una sottile fascia gialla che permane al bordo del cappello.

Gambo: giallo con base rosso porpora, ricoperto da un reticolo rosso sangue.

Carne: gialla, alla base rosso vinosa, virante al taglio al blu notte.

Habitat: raccolto in un caldo agosto in un bosco di Castagno misto con Pinus e sottobosco di Erica, sull'isola di Salina (Eolie, ME).

 

Note: simile a Boletus luteocupreus potrebbe trarrarsi di una semplice evoluzione cromatica della cuticola dovuta ad una sua precoce disidratazione sotto i raggi del sole, riconducibile alla variabilità del Boletus rhodopurpureus.

 

Boletus rhodopurpureus f. xanthopurpureus Smotl.
Boletus xanthopurpureus (Smotl.) Hlaváček

Presenta una colorazione pileica inizialmente gialla o giallastra, che tale può rimanere fino in vecchiaia assumendo toni più pallidi, oppure può apparire con delle striature o zone rossastre più o meno ampie a causa di traumi. Cuticola liscia, non bitorzoluta, virante al minimo tocco, soprattutto in esemplari giovani, in vecchiaia più stabile.

Gambo giallo coperto da un reticolo concolore o rosso, virante al tocco. Base spesso rossa per contusioni con detriti.

Nelle nostre raccolte sull'Etna abbiamo trovato in una vallata, a poca distanza, esemplari adulti a pori gialli, altri a pori giallo arancio ed altri ancora a pori rosso arancio, tali da ritenere la colorazione dei pori abbastanza variabile non solo con l'età.

Il generale annerimento alla manipolazione, la base rosso vinosa e le incostanti colorazioni rosse ove contuso, portano a ritenere si tratti di una forma discolor del B. rhodopurpureus, come giustamente presentata da Smotlacha, e non una specie autonoma come elevata da Hlaváček.

Habitat: trovato in bosco di faggio misto con quercia e pino, su terreno vulcanico.

 

 

Boletus xanthocyaneus (Ramain) Romagn., (1976)

Boletus purpureus var. xanthocyaneus Ramain, (1948)

Boletus purpureus subsp. xanthocyaneus (Ramain) Ramain, (1948)

Cappello molto robusto, di grandi dimensioni nell'adulto, emisferico per lungo tempo, poi convesso col margine a lungo involuto, irregolare, lobato, cuticola non liscia, bitorzoluta, di colore giallo solforino, giallo citrino intenso, poi, soprattutto nelle zone contuse, tende a colorarsi di rosso vermiglio o porporino, alle volte con chiazze bruno porporine per disidratazione della cuticola, lasciando sempre nelle pieghe una colorazione giallo chiaro.

Imenoforo: Tubuli adnati, corti, gialli, viranti all'azzurro al taglio. Pori molto piccoli, sempre gialli, con delle deboli sfumature arancio intorno al gambo da adulto, viranti al blu-nero al tocco.

Gambo: massiccio, obeso, interamente giallo-botton d’oro molto vivo fino allo stato adulto, virante istantaneamente al blu-nero intenso alla pressione, rosso proporino nelle zone contuse e in quelle morse dalle lumache. Ornato da un reticolo molto fine giallo botton d’oro con sfumature porporine solo in età avanzata e dove manipolato.

Carne: molto densa, dura, giallo citrino vivo, che diviene istantaneamente blu scuro alla sezione, virante in seguito al grigio ardesia, poi dopo qualche ora al rosso bordeaux. Odore gradevole di porcino. Sapore dolce, gradevole.

Habitat: specie rara, cresce in estate, isolato in boschi caldi di querce con faggi (Monte Soro, ME).

 

Note: possiede una colorazione generale gialla che al minimo tocco vira all'azzurro (da cui il nome).

Si distingue dal B. rhodopurpureus per l'imenoforo ed il gambo sempre gialli.

B. rhodopurpureus f. xanthopurpureus possiede cappello giallo che poi assume incostanti colorazioni rosso porpora, pori di un giallo più spento, presto aranciati o rossi, gambo con almeno il reticolo rosso.

Boletus torosus è più prossimo per le costanti colorazioni gialle dell'imenoforo ma possiede cappello presto su toni ocra, poi ocra olivastro, senza tonalità porporine, col bordo che è involuto solo da giovane poi disteso o acuto, non lobato; cuticola liscia, non bitorzoluta.

 

Boletus siculus Inzenga, 1869

Boletus poikilochromus Poeder, Cetto & Zuccherelli, 1987

Suillellus poikilochromus (Pöder, Cetto & Zuccher.) Blanco-Dios, 2015

Cupreoboletus poickilochromus (Pöder, Cetto & Zuccher.) Gelardi, Vizzini & Simonini

Diagnosi originale: Boletus pileo pulvinato, margine acuto, ochroceo-fusco, tubulis liberis, circa stipitem abbreviatis, citrinis cyanescentibus, poris ochroceis aurantiis, stipite pileo concolore apice lutescente, reticulato-purpurescente, basi ventricoso, radicato, sporidiis ochraceis.

Descrizione originale: Il Boleto Siciliano, di grandezza mezzana e di svelte proporzioni nelle diverse parti che lo compongono, ha il Cappello in forma di guanciale, acuto nel suo contorno, di colore ocraceo-fusco, con superficie alquanto untuosa e pelliculosa. I Tubuli sono liberi, ovvero distaccati dallo stipite ove gradatamente si accorciano, di colore citrino,  che al taglio divengono immediatamente screziati di colore azzurro, coi pori ocraceo-aranciati. Lo Stipite dello stesso colore del cappello ochraceo-fosco presentasi giallo sbiadato nella sua sommità, e tutto sparso qua e là di linee retate rosseggianti, rigonfiato verso la base nella quale termina con un fittone radicellare molto pronunciato. Sporidii ocracei.

Osservazioni. - Fungo di nessun uso e senza nome vernacolo, ma ritenuto dai villici per sospetto e velenoso.
Stazione. - Nei boschetti di Lecci del R. Sito della Favorita (Palermo, n.d.r.) in autunno.

Boletus siculus

Nobis Trib. IV. - Luridi

 

Diagnosi, descrizione e tavola tratte da:

 

Funghi Siciliani

di G. Inzenga

 

Centuria seconda,

n. 87 pg. 57

Tav. X. Centuria II

 

 

Quando è stata presentata la nuova specie Boletus permagnificus è stato contestato che si trattava del Boletus siculus. Tale contestazione non ha trovato seguito tra i micologi e le due specie vengono considerate distinte. La specie descritta dall'Inzenga è stata anche accostata a Xerocomus ichnusanus, eppure la sua descrizione e la relativa tavola sono chiari:

Inzenga indica che B. siculus possiede un cappello guancialiforme con superficie untuosa, pori ocraceo aranciati, un viraggio di carne e tubuli; possiede un gambo dello stesso colore del cappello ma giallo sbiadito in alto, provvisto di un reticolo rosseggiante e con base pronunciatamente radicante: tutti caratteri perfettamente corrispondenti alla concezione del Boletus poikilochromus Poeder, Cetto & Zuccherelli, rispetto al quale Boletus siculus è prioritario.

 

 

Per tutte le specie è stata utilizzata la denominazione di Boletus in attesa di stabilizzazione dei nomi, anche se alcune specie sono state trasferite in altri Generi, che comunque vengono indicati tra i sinonimi.

 


 

Buchwaldoboletus hemichrysus (Berk. & Curt.) Pilàt

Pulveroboletus hemichrysus  (Berk. & Curt.) Singer

Boletus hemichrysus Berk. & M.A. Curtis

Boletus sulphureus  Fries

Cappello:  5-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine guancialiforme, con margine eccedente a lungo involuto. Cuticola finemente vellutata, screpolata col secco, poi liscia, untuosa o vischiosa, di colore giallo-zolfo, giallo-oro, a maturità giallo-bruno.

Imenoforo: Tubuli molto corti, da adnati a decorrenti, di colore giallo, giallo-verdastro, al taglio virano al verde-azzurro. Pori piccoli, concolori ai tubuli, macchiati di ruggine a maturità, al tocco virano al verde-azzurro.

Gambo: 5-12 x 2-4 cm, cilindrico o cilindrico-ventricoso, con base affusolata, finemente pruinoso da giovane, poi liscio o con fini granulazioni brune, giallo concolore al cappello, con base rosso-bruna.

Carne: Compatta, poi molle, gialla, vira al taglio al verde-azzurro soprattutto sopra i tubuli ed alla base del gambo. Sapore leggermente acidulo o di liquirizia.

Habitat: Specie rara, cresce in ambiente mediterraneo, spesso a piccoli gruppi, su tronchi morti o ceppaie di pino domestico (Pinus pinea). Esemplari in foto ritrovati all'estremità iniziale dei Monti Peloritani, nei pressi di Salice (Me) su tronco marcio di pino.

Microscopia: Spore lisce, ellittiche, bruno olivastre in massa, 5,5-11 x 2,5-5 µm. Cistidi con punte allungate, 17-35 x 6-7 µm.

Commestibilità: non commestibile per la carne scadente, molliccia.

 

 
  Buchwaldoboletus hemichrysys = Pulveroboletus hemichrysus

 

 

Note: Alcuni Autori preferiscono inserire la specie nel genere Pulveroboletus.
Si distingue per l'habitat lignicolo, l'imenoforo molto corto, di forma concava, decorrente sul gambo, la completa colorazione giallo oro dei carpofori giovani e il viraggio della carne.

Buchwaldoboletus lignicola, simile, si distingue per la taglia più piccola, cuticola pruinosa, pori più ampi, gambo corto, ocra-fulvo, ocra-bruno e habitat di alta montagna.

 

 

 

                    Vedi anche gli altri Generi della Famiglia Boletaceae: 

 

Aureoboletus

    Gyroporus 

    Leccinum   

    S u i l l u s  

    Xerocomus  

 

Boletopsis (Bankeraceae)   

 

 

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