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Amanita


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GENERE AMANITA

Schede con descrizione, foto, commestibilità, dei Funghi del Genere Amanita

 

Amanita caesarea (Scopoli) Persoon

Ovolo, Ovulo buono, Ovulu, Cesarea, Oronge, Fungo reale, Cocco, Coch, Funci d'ovu.

Cappello: 6-15 cm, da emisferico a convesso, infine piano, liscio, con margine nettamente striato. Cuticola appena vischiosa, di colore arancio vivo, rosso-arancio, con rari lembi membranacei, bianchi, di velo generale.

Lamelle: Lamelle libere, fitte, poco ventricose, gialle, con poche lamellule.

Gambo: 6-18 x 1-3 cm, cilindrico, pieno, poi midolloso, asciutto e finemente pruinoso, giallo.  Anello apicale, ampio e membranoso, persistente, pendulo, striato, di colore giallo.

Carne: Soda e consistente, poi flaccida, di colore bianco, gialla sotto la cuticola e sotto lo strato esterno del gambo. Odore e sapore debole, gradevole, a maturità sgradevole, di odore cattivo.

Habitat: Cresce, rapidamente, con clima caldo-umido da agosto a settembre in boschi termofili di Querce e Castagni, su substrarti acidi.

Commestibilità: tra le specie del Genere l'Amanita cesarea è una delle poche a non possedere tossine termolabili o stabili. Ottimo commestibile, è apprezzata da cruda allo stadio di ovolo e comunque da giovane. Sgradevole e di odore cattivo a maturità. Eliminare il velo generale, stopposo, e consumare esemplari freschissimi. Vietata la raccolta allo stadio di ovolo chiuso.

Microscopia: Spore bianche in massa, ellissoidali, non amiloidi, 9-11 x 6-7 µm.

Amanita cesaria

         Amanita caesarea

 

Note: il nome deriva da "Caesareus" = "di Cesare" imperatore romano e denota la sua importanza.

Si distingue per l'ampia volva membranosa, bianca e soprattutto per il colore sempre giallo delle lamelle, del gambo e dell'anello.

Si distinguono la forma lutea, gialla (vedi sotto) e la forma alba, dalla colorazione completamente bianca.

Amanita crocea  (vedi sotto), dal simile colore del cappello, non possiede anello, le lamelle sono bianche ed il gambo è di colore bianco o appena soffuso di ocraceo.

Amanita muscaria e la sua forma aureola (vedi sotto) possiedono volva non membranosa ma dissociata in verruche e lamelle, gambo e anello bianchi.

Amanita caesarea f. lutea (Gillet) Neville & Poumarat

La forma lutea dell'Amanita caesarea si distingue per la cuticola di colore giallo, giallo limone, giallo-verdino. Il gambo ed il filo lamellare sono colorati di giallo tenue.

Trovata nel 2015 e nel 2016 nei boschi delle Caronie in una zona ricca di Amanita caesarea nella forma tipica.

Possono assumere questa colorazione gialla anche esemplari parassitati da Mycogone rosea, in tal caso gli esemplari sono ricoperti da una muffa rosata, sono più pesanti ed hanno un odore cattivo.

Se ne sconsiglia il consumo.

Gli esemplari meno colorati possono essere scambiati per Amanita phalloides che si distingue per il cappello con margine non striato, per il gambo bianco e con base bulbosa.

Amanita caesarea f. lutea

 

Amanita ceciliae (Berk. & Broome) Bas

Amanita inaurata Secr. ex Gillet

Amanita strangulata (Fries) Quelét

Culumbina de la rogna

Cappello: 8-15 cm, di colore giallo-bruno-olivastro, più scuro al disco, inizialmente ovoide-campanulato, poi convesso, infine piano con margine nettamente scanalato,cuticola ricoperta da residui velari grigiastri.

Gambo: 12-20 cm, slanciato, subcilindrico, cavo, ricoperto da zebrature e scaglie grigio nerastre, anello assente. Volva friabile, presto dissociata sul gambo in lembi grigiastri poco evidenti.

Carne:  tenera, bianca. Sapore e odore poco pronuciati.

Habitat: poco comune, cresce in estate, prevalentemente in boschi di faggio, ma rinvenuta anche presso querce da sughero.

Microscopia: Spore bianche in massa, globose, 11-13 µm.

Commestibilità: non apprezzata, possiede tossine termolabili, da evitare per la sua rarità.

 

Amanita ceciliae

 

Note: Si distingue per il cappello, striato al margina, ricoperto dal velo generale grigiastro; la volva molto friabile, indistinta ed il gambo, sprovvisto di anello e ricoperto da zebratura e scaglie grigio nerastre.

Può essere confusa con Amanita submembranacea con colorazione pileica simile ma volva membranosa evidente, colorata di ocra-rossastro e gambo con fini zebrature concolori al cappello e mai nere.

Amanita umbrinolutea che possiede anchessa colorazioni pileiche simili ma volva sottile, submembranosa, comunque evidente e gambo con leggere zebrature fioccose, concolori al gambo e non nerastre.

 

Amanita citrina (Schaeffer) Persoon

Agarico citrino, Tignola paglierina, Vrigliuocciulu limuni, Funciu cerza

Cappello: 4-12 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine piano, liscio, vischioso a tempo umido, da giallo pallido a giallo limone o giallo-verdino, con verruche irregolari, abbastanza ampie, farinose, biancastre, poi ocracee o brunastre. Orlo liscio.

Lamelle: bianco gialline, libere, fitte, con lamellule.

Gambo: 8-12 cm x 8-20 mm, bianco o giallino, cilindrico, prima pieno, poi cavo, con superficie fibrillosa. Anello di uguale colore, membranoso e striato. Base con bulbo sferico ricoperto da una volva aderente, submembranacea, con orlo circonciso, coronato, di colore bianco-ocraceo.

Carne: Bianca, compatta nel cappello, fibrosa nel gambo. Odore forte di rapa o di patate crude, sapore acre, sgradevole.

HabitatComunissima nei boschi misti, cresce tutto l'anno con esclusione dei periodi più freddi.

Microscopia: Spore bianche in massa, da ellissoidali a subsferiche, lisce, 8,5-10,5 x 7,5-9,5 µm.

Commestibilità: Non commestibile.

Amanita_citrina.jpg (120826 byte)

Amanita citrina

Note: si distingue per il cappello di colore giallo o giallo-pallido, ricoperto da verruche farinose color crema o bruno-ocracei, per il gambo con bulbo sferico, volva aderente, circoncisa e per il forte odore di patata cruda al taglio.

Amanita phalloides può presentarsi con lo stesso colore pileico ma possiede volva ampia, membranosa a forma di sacco e non circoncisa, cappello decorato da fibrille e con eventuali resti velari a placche non farinose di colore bianco, odore leggero, gradevole, non di patata cruda.

Frequente l'Amanita citrina var. alba (Pers.) Quél. & Bataille, con cappello bianco e velo ocra brunastro.

 

Amanita crocea var. crocea  (Quél.) Singer

Amanitopsis crocea (Quél.) E.-J. Gilbert

Bubbolina aranciata, Pettinella aranciata

Cappello: 5-10 cm, inizialmente conico-campanulato, poi convesso, infine disteso-appianato, con largo umbone, finemente striato nell'estrema zona marginale. Cuticola separabile, liscia, lucente, generalmente priva di velo, di colore giallo-arancio, arancio pallido, ocra aranciato.

Lamelle: bianche, libere, fitte e sottili, con lamellule tronche.

Gambo: 8-15 × 1-2 cm, slanciato, cilindrico con apice attenuato, ricoperto da fioccosità giallo-arancio disposte come zebrature, pieno-midolloso, infine cavo. Anello assente, è possibile trovarne i resti all'interno della volva. Volva membranosa, alta e inguainante, bianca o sfumata di ocra esternamente, ocra-arancio all'interno.

Carne: Tenera, bianca, con odore e sapore debole, gradevole.

HabitatCresce dalla primavera all’autunno inoltrato in boschi umidi, preferibilmente di conifere ma anche presso latifoglie (Nebrodi, presso Quercus suber).

Microscopia: Spore bianche in massa, non amiloidi, globose, 10-11 × 9,5-10,5 µm.

Commestibilità: Tossica da cruda, commestibile dal sapore delicato dopo cottura.

 

 

 

 

Note:  per il colore del cappello, soprattutto a tempo umido, potrebbe essere scambiata per Amanita caesarea, (vedi sopra) che però possiede un anello giallo come il gambo e le lamelle.

La tossica Amanita muscaria var. aureola (vedi sotto) con colorazioni vicine, possiede volva non membranosa e inguainante ma friabile, presto dissociata in perline e cercini sul gambo, inoltre possiede un anello membranoso bianco. 

Amanita crocea var. subnudipes  Romagnesi

Amanita subnudipes (Romagn.) Tulloss

Note: differisce dalla var. crocea per il gambo privo di zebrature  arancio ma completamente bianco e con fioccosita sempre bianche.

Habitat: cresce presso latifoglie dalla primavera all'autunno.

Commestibilità: analoga alla var. crocea.

 

 

Ingrandisci foto Amanita crocea var. subnudipes

  Amanita crocea var. subnudipes

 

Amanita gemmata (Fr.) Bertill.

Amanita junquillea Quél.

Amanita amici Gillet

Cappello: 4-8  cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine disteso, anche con lieve depressione al centro, cuticola glabra di colore giallo, giallo-pallido, giallo primula, ricoperta da verruche bianche, margine finemente striato.

Lamelle: libere, poco fitte, bianche, con numerose lamellule.

Gambo: 5-10 × 1-2 cm, attenuato all’apice, bulboso alla base,  bianco, liscio o pruinoso all'apice, pieno, poi fistoloso. Anello sottile, poco persistente, alle volte del tutto assente negli esemplari adulti. Volva sottile, aderente,  circoncisa all’orlo e dissociata nella parte inferiore dello stipite in cercini irregolari.

Carne: tenera, bianca, di sapore dolce; odore leggero, rafanoide.

HabitatCresce gregaria in boschi di conifere e latifoglie, dalla primavera all'autunno e in inverno nella f. vernalis.

Microscopia: Spore bianche in massa, lisce, largamente ellissoidi, con netto apicolo, non amiloidi, con grossa guttula, (8,9) 9,2 - 10,9 (12,1) x (6,4) 7 - 8,4 (9) µm.  Q = 1,2 - 1,4.  

   Basidi claviformi, tetrasporici, con contenuto vacuolare, 45x12 µm.

Commestibilità: non commestibile.

 

Amanita gemmata f. amici

Note: si distingue per il colore giallo del cappello, per la volva aderente e circoncisa, poco dissociata in cercini fioccosi e per l'anello poco evidente e spesso fugace.

Possiede una certa variabilità nelle dimensioni e nel colore che ha determinato la creazioni di diverse forme:

A. gemmata f. amici: si distingue per le dimensioni più robuste, per una colorazione pileica nocciola chiaro o giallo-ocra, mai giallo intenso e per le deboli striature al margine presenti solo in esemplari maturi.

A. gemmata f. vernalis e f. gracilis   si distinguono per le piccole dimensioni un colore pileico più pallido, l'anello molto fugace e la crescita invernale o precocemente primaverile.

Amanita gemmata f. gracilis raccolte 02-01-2009 e 04-02-2015

 

Amanita gilbertii  Beauseign.

Amanita gilbertii f. oblongospora Neville & Poumarat;

Amanita gilbertii f. subverna Bertault & A.G. Parrot;

Amanita gilbertii var. subverna Bertault & A.G. Parrot ex Neville & Poumarat;

Cappello: 10-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso o piano convesso; margine arrotondato, liscio, con rari resti di velo. Cuticola lucida e brillante a tempo umido, sericea col secco, bianca o ocra pallido, senza o con rari lembi di velo generale biancastri.

Imenoforolamelle libere, alcune annesse con un dentino, rade, spesse, biancastre o crema rosate, frammiste a numerose lamellule.

Gambo: 10-18 x 2-5 cm, robusto e slanciato, attenuato in alto, e allargato alla base in un robusto bulbo ovoidale a base napiforme-radicante,  bianco, liscio.  Anello: apicale, supero, ampio e membranoso ma sottile, bianco, persistente. Volva alta, membranosa ma sottile, aderente al bulbo e con orlo libero e frangiato, da bianca a ocra pallido.

Carne: Soda, bianca immutabile.  Sapore acidulo. Odore debole, gradevole.

Habitat: specie delle zone costiere sabbiose atlantiche e rara del bacino mediterraneo, è indicata come prettamente primaverile. Da noi trovata in autunno in una stagione particolarmente mite, in bosco misto con Pinus e Castanea sui Peloritani di Messina. La var. subverna con crescita autunnale viene attualmente sinonimizzata con la specie tipo, di conseguenza occorre ampliare il periodo di crescita, di questa, anche all'autunno, come la nostra raccolta di un esemplare tipico conferma.

Microscopia: Spore cilindriche, bianche in massa, lisce, a parete sottile, amiloidi, nostre misure: (10)11-13.6(14.8)x(4.2)4.5-5.3(5.7) µm. Q = (2.2) 2.3 - 2.7 (3);  Me = 12.5 x 4.9 µm ; Qe = 2.5. Basidi da cilindrici a clavati, tetrasporici, privi di giunti a fibbia alla base.

Commestibilità: da considerare non commestibile.

 

 

Note:  Amanita gilbertii è caratterizzata dalla taglia robusta, una colorazione generale biancastra, la base formata da un grosso bulbo allungato, rivestito da una volva aderente, l'anello persistente, lamelle rade, carne bianca immutabile, spore cilindriche.

Altre Amanite bianche, a carne bianca immutabile, si distinguono per le seguenti caratteristiche:

Amanita ovoidea, possiede margine spesso lungamente appendicolato da resti velari burrosi, comunque facilmente evidenziabili al tatto, gambo ricoperto da una bambagia cremosa e con anello fioccoso-cremoso, lamelle fitte, odore pronunciato salmastro sgradevole e spore ellissoidali.

Amanita proxima possiede bulbo poco pronunciato, ricoperto da una alta volva di colore ocra-arancio o ruggine, gambo con sottili fiocchi cremosi, anello semimembranoso, lamelle fitte, leggero odore sgradevole salmastro e spore subcilindriche.

Amanita verna, completamente bianca, possiede gambo più sottile, bulbo basale tondeggiante, non radicante, avvolto in una volva membranosa libera all'apice e leggermente lobata, lamelle fitte, spore subsferiche.

 

 

Amanita muscaria (L.) Hooker

Ovolaccio - Ovolo malefico - Acchiappamuschi

Cappello: 10-25 cm, rosso, rosso-arancio, rosso sangue, prima emisferico, poi convesso, infine appianato-disteso con centro spesso depresso. Cuticola liscia o viscosa a umido, ricoperta da verruche bianche piramidali, residui del velo generale. Striato all'orlo.

Lamelle: Lamelle da bianco a gialline, libere, fitte, ventricose.

Gambo: 8-14 x 1-2 cm, cilindrico, attenuato all'apice, spesso fioccoso, di colore bianco, duro e fibroso a maturità cavo. Base bulbosa con volva sottile dissociata in perline bianche. Anello: supero, subapicale, ampio e membranoso, bianco, persistente.

Carne: Soda nel cappello, fibrosa nel gambo, bianca, sfumata del colore del cappello sotto la cuticola. Sapore dolce, gradevole. Odore debole.

Habitat: Dall'estate all'autunno, in montagna, sotto latifoglie o aghifoglie, in terreno acido.

Microscopia: Spore bianche in massa, da subglobose a ellissoidali, non amiloidi, 9-11 x 6-8,5 µm.

Commestibilità: VELENOSA, provoca sindrome panterinica o mico-atropinica a breve incubazione.

 

Note: classico fungo, riconoscibile per il cappello di colore rosso, cosparso di verruche bianche.

La var. aureula (vedi sotto) si distingue per le verruche rade sul cappello, il colore più arancio chiaro e la volva meno friabile.

La var. alba (Peck) Peck possiede cappello bianco, bianco argenteo, bianco crema.

La f. formosa (Pers.) Gonn. & Rabenh. possiede cappello giallo arancio, più chiaro al margine, verruche gialle e anello giallastro.

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Amanita muscaria

 

 

  Amanita muscaria f. formosa

 

Amanita muscaria var. aureola  Boudier 

Amanita aureola Kalchbr

Note: Si distingue dalla Amanita muscaria tipo per il cappello colorato di arancione, privo di verruche o con pochi resti, la volva poco aderente al bulbo, annessa, quasi circoncisa, dissociata in anelli fioccosi irregolari. Può a prima vista confondersi anche con Amanita caesarea dalla quale si distingue per il gambo e le lamelle bianche e per la volva non membranosa, annessa e non libera.

Habitat: Cresce in estate, isolata, in boschi di betulle (Betula pendula) o in boschi di peccio (Picea abies).
(Esemplare in foto ritrovato sull'Etna in bosco di betulla misto con pini.

Commestibilità:  VELENOSA. Provoca sindrome panterinica o micoatropinica.

 

Ingrandisci Amanita_muscaria_var_aureola

  Amanita muscaria var. aureola

 

Amanita pantherina  (De Candolle) Krombholz

Tignosa bruna - Tignosa bastarda

Cappello: 5-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, piano-convesso, infine appianato, con margine finemente striato. Cuticola poco vischiosa di colore bruno, ocra-bruno-olivastro, coperta da verruche fioccose, bianco candido, spesso concentriche, irregolari e spesso fugaci.

Lamelle:  libere o leggermente arrotondate al gambo, piuttosto fitte, con lamellule, alte, bianche.

Gambo: 5-15 x 1-2 cm, cilindrico, con base bulbosa, forforaceo e bianco, fistoloso e poi cavo.  Anello:  infero, basso o mediano. Volva: aderente al bulbo, bianca, dissociata in uno o più cercini anulari.

Carne: Tenera, bianca immutabile, di sapore dolce.

Habitat: Specie comune cresce in estate e autunno in boschi di latifoglie e di conifere, in piccoli gruppi, spesso al margine dei boschi.

Microscopia: Spore bianche in massa, ovoidali-ellittiche, non amiloidi, 8-10 x 5-8 µm.

Commestibilità: VELENOSO. Provoca sindrome panterinica detta anche sindrome mico-atropinica (psicotropa) a breve incubazione, con sintomalogia a carico del sistema nervoso centrale e gastrointestinale.

 

Note: Amanita pantherina si distingue per il cappello di colore bruno ocraceo con margine striato e verruche sempre di colore bianco candido, e per la volva con bordo netto, dissociata in più cercini.

L'Amanita rubescens (vedi sotto) ha un aspetto simile ma si distingue per i colori più bruno-rossastri, per il velo grigiastro, per l'assenza di striature al margine e per il viraggio della carne al vinoso.

L'Amanita spissa = excelsa possiede analoghe verruche sul pileo bianche ma tendenti al grigiastro, si distingue per l'orlo non striato, volva non circoncisa ma dissociata in fiocchi, spore amiloidi.

L'Amanita franchetii (A. aspera) si distingue per il velo generale giallastro.

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Amanita pantherina

 

Amanita pachyvolvata (Bon) Krieglst.

Amanitopsis pachyvolvata Bon

Cappello: 5-12 cm, ovoidale, campanulato, poi convesso, infine disteso con umbone poco evidente e margine nettamente striato. Cuticola liscia, leggermente vischiosa, di colore grigio-beige, grigio-bruno, priva o con rari lembi velari. Spesso presente un alone perimarginale più scuro alla fine delle striature.

Lamelle:  libere, non molto fitte, intercalate da lamellule, bianche con il tagliente concolore.

Gambo: 10-18 cm, cilindrico, bianco, poi sfumato di grigio, cosparso di fiocchi concolori, farcito, presto cavo. 

Anello:  assente o effimero alla base all'interno della volva. Volva: membranosa, spessa fino a 5 mm, alta e inguainante, con margine svasato, bianca, poi sfumata ocra verso la base.

Carne: Tenera, bianca immutabile, sapore dolce.

Habitat: cresce dalla primavera all'autunno in boschi di latifoglie, rinvenuta presso nocciolo, castagno e querce, poco frequente.

Microscopia: Spore sferiche con apicolo, ialine, non amiloidi, con una grossa guttula, (9.9)10.2-12.4(13.2)x(9.6)9.9-12.1(12.3) µm. Q = 1 - 1.07 (1.1);  Me = 11.3 x 10.9 µm ; Qe = 1.

     Basidi clavati, tetrasporici.

Commestibilità: commestibile delicato dopo cottura, tossica cruda o mal cotta.

 

Amanita pachyvolvata

 

 

Note: Amanita pachyvolvata si distingue per le dimensioni robuste, il colore del cappello grigio-bruno, e soprattutto per la volva molto spessa.

Amanita magnivolvata è pressochè uguale ma possiede spore ellittiche.

Amanita vaginata possiede analoga colorazione pileica ma è più esile e fragile, presenta umbone più evidente e volva poco consistente, sottile e fragile.

 

         Amanita phalloides  (Vaill.) Link        

Tignosa velenosa

Cappello: 5-20 cm, da subsferico-ovoidale a piano, abbastanza carnoso. Cuticola vischiosa, ma asciutta e lucente a tempo secco, liscia o con rare placche residue del velo generale. Di colore variabile, non uniforme ma disposto in fibrille radiali innate: da bianco giallina a gialla, da giallo-verde a verde, da verde a verde-grigia o grigio-brunastra. Margine uniforme e liscio.

Lamelle:  libere, piuttosto fitte, ventricose, con lamellule tronche, bianche con il tagliente concolore.

Gambo: 8-20 x 1-2 cm, pieno ma midolloso in vecchiaia, cilindrico slanciato, attenuato verso l'alto ma nettamente bulboso. Bianco, a volte con zebrature di colore grigio verdastro.  Anello: ampio e membranoso, supero, appena striato, bianco. Volva ampia e spessa, libera e membranosa.

Carne: Piuttosto molle e acquosa, bianca immutabile. Odore nullo che diventa nauseante negli esemplari molto maturi. Sapore acidulo alquanto sgradevole, (meglio non assaggiare: VELENOSO MORTALE).

Habitat: Cresce a gruppi di vari esemplari nei boschi di latifoglia, soprattutto querce e noccioli, più raramente presso castagni e faggi.

Microscopia: Spore bianche in massa, da largamente ellissoidali a subglobose, amiloidi, 8-11 x 7-10 µm.

Commestibilità: VELENOSA MORTALE. Causa sindrome falloidea.

 

Altre notizie.

Amanita falloide, ovulo malefico, mortale.

 

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  Amanita phalloides falloide

Note: Malgrado la colorazione pileica assai variabile, dal bianco al giallo, dal verde al bruno, Amanita phalloides è inconfondibile per i suoi costanti caratteri  quali le fibrille innate cuticolari, la base del gambo fortemente bulbosa, ricoperta da una grossa ed evidente volva membranosa libera, l'anello a gonnellino.

 

Amanita phalloides var. alba  (Vitt.) Gilbert

Possiede cappello completamente bianco mentre le altre caratteristiche restano invariate rispetto alla specie tipo, compresa la tossicità.

Nessuna reazione con le basi forti.

Per la sua colorazione può essere scambiata, con gravi conseguenze, con specie del Genere Agaricus.

Specie simili:

  • Amanita verna: ugualmente tossica, possiede cappello bianco con toni ocra al centro e privo di fibrille, gambo liscio privo di  zebrature, spore ellissoidali, reazione incostante gialla con KOH e NaOH e crescita prevalentemente primaverile.

  • Amanita virosa, possiede cappello bianco irregolarmente campanulato, plurilobato, gambo fioccoso-bambagioso con anello fioccoso, fugace e possiede un grosso bulbo basale emisferico.

 

     

Amanita phalloides var. alba

 

 

Amanita ponderosa  Malençon & Heim

 

Cappello: 6-12 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine irregolarmente piano-convesso, con bordo liscio ricoperto, da giovane da residui fioccosi. Cuticola liscia, asciutta, di colore bianco con ampi lembi di velo generale biancastri, poi assume irregolarmente una colorazione ocra ed infine rosa-rossastro, rosso mattone. Sotto i lembi di velo la cuticola è viscida, burrosa, a lungo bianca, poi ocracea.

Lamelle: libere, strette, con poche lamellule tronche, bianche, poi color crema, presto ocracee nelle lesioni e sul filo, infine ocra-brunastre sull'intera superfice.

Gambo: robusto 7-12 x 1-3 cm, cilindrico con base bulbosa, a maturità midolloso, liscio con screziature color ocra e poi rosate. Anello:  subito fugace, alle volte ridotto a resti fioccosi sul gambo. Volva: membranosa, ampia e alta, a sacco irregolare, bianca, poi ocra, infine bruno rossastra, internamente a contatto con gambo o cuticula burroso-cremosa.

Carne: Compatta, consistente, bianca, al taglio vira parzialmente ad un delicato rosa-rossastro. Odore e Sapore marcatamente di patata e terra bagnata.

HabitatCresce da febbraio ad aprile, ipogea o semiipogea in terreni aridi e duri, anche ai bordi o al centro di strade in terra battuta, in habitat mediterraneo con querce da sughero (Quercus suber), sempre sotto cisto (Cistus salvifolius)  col quale, molto probabilmente, è simbionte.

Cresce in Sicilia, numerosa, alle pendici dei monti Nebrodi, nel comune di Ficarra, a basse quote. Rinvenuta da noi anche sui Peloritani di Messina.

Microscopia:   spore crema-biancastre in massa, ellittiche, lisce, ialine e amiloidi,

10.2 - 13.4 x 5.7 - 6.8 µm

Q = 1.5 - 2.0 ; Me = 11.6 x 6.2 µm ; Qe = 1.8.

Basidi claviformi, tetrasporici. Velo generale costituito da ife filamentose cilindriche di larghezza variabile da 3 a 10 µm con terminali ingrossati, piriformi e sferociti più numerosi sulla superficie interna.

Commestibilità: Considerata un commestibile eccellente in Spagna e Portogallo, regioni in cui cresce in abbondanza. Anche nella località siciliana del ritrovamento è per tradizione ricercata e consumata. Possiede un sapore di patata, leggermente terroso che ne consigliano la cottura in sughi, ma è gradita anche con cottura alla griglia. Attenzione alla confusione con Amanita proxima tossica.

 

Ingrandisci Amanita ponderosa


Amanita ponderosa

 

Note:  Specie ad habitat caldo mediterraneo, precocemente primaverile, dalla crescita semiipogea, affiora in superficie solo a maturità dopo aver lesionato il duro terreno in cui cresce.

Si distingue per il cappello bianco rosato, poi ocraceo o rosso mattone ed il velo generale membranoso ocraceo, internamente cremoso-burroso. Questa caratteristica cremosità l'avvicina ad Amanita ovoidea e A. proxima che tuttavia presentano cappello sempre bianco, lamelle bianche o crema solo a maturità, anello più persistente e maggiore cremosità soprattutto al bordo del cappello e sul gambo.
Altre specie simili sono Amanita curtipes o la sua forma valens, di piccole dimensioni, che crescono prevalentemente presso pini e che non presentano colorazioni ocra rosate.

 

Vedi raccolte 2013

 

Amanita rubescens (Pers.) S.F. Gray

Agarico rosseggiante, Tignosa vinata, Fungiu vinosu

Cappello: 8-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, liscio, con orlo non striato o brevemente striato per trasparenza solo in vecchiaia, di colore bruno rossastro, anche rosa scuro, spesso con caratteristiche chiazze vinose. E' ricoperto da verruche fitte e rilevate di colore grigiastro, bruno chiaro o rossastre

ImenoforoLamelle arrotondate, fitte e alte, con lamellule, bianche ma tendenti ad arrossare al tocco.

Gambo:  12-30 mm x 9-18 cm, robusto, cilindrico, attenuato all'apice, nettamente bulboso e con pochi residui di volva dissociata in residui fioccosi sul piede. Di colore bianco, striato sopra l'anello, sotto più scuro e con tendenza al rossastro. Sodo, fibroso e fragile. Anello ampio, a gonnellino, bianco e striato sopra, roseo sotto.

Carne: Compatta nel cappello, fragile nel gambo. Bianca, al taglio vira lentamente al rosa, rosso vinoso, soprattutto al piede. Sapore acidulo.

Habitat: In tutti i tipi di terreno e di bosco, dalla primavera all'autunno, specialmente dopo acquazzoni.

Microscopia: Spore bianche in massa, ellissoidali e amiloidi, 8-11 x 5-7 µm.

Commestibilità: Commestibile solo dopo opportuna cottura, contiene tossine termolabili. Attenzione però a non confonderla con la tossica Amanita pantherina (v. sopra).

Vedi foto alta risoluzione Amanita rubescens


 

Note: Amanita rubescens si presenta con una certa diversità cromatica, ora più chiara ora più scura, aspetti che hanno favorito la creazione di diverse forme e varietà, comunque riconducibili alla variabilità della specie. Caratteristica, che la distingue, le colorazioni vinose della carne, che vira al rosso-vinoso, soprattutto alla base del gambo. Si può confondere con:

Amanita pantherina (vedi sopra) con orlo striato, verruche sempre bianche, più piccole e carne immutabile;

Amanita spissa = excelsa che possiede cappello con verruche biancastre e carne senza tonalità vinose ed immutabile;

Amanita franchetii con carne bianca immutabile, verruche giallastre e bordo dell'anello giallo.

 

Amanita strobiliformis (Paulet ex Vittad.) Bertill.

Amanita solitaria f. strobiliformis (Paulet ex Vittad.) Cetto
Amanita solitaria (Bull.) Secr. p.p.

Da stróbilus, “pigna”, e forma, per le placche sul cappello a forma di pigna.

Cappello: 5-22 cm., inizialmente subsferico, poi espanso, infine piano. Margine intero, liscio, fioccoso, appendicolato da residui cremosi della lacerazione dell'anello. Cuticola brillante, asportabile, di colore bianco o beige-grigiastro al centro, ornata da verruche biancastre, poi ocra-grigiastre, basse ed appiattite oppure tronco-piramidali.

Gambo:  6-24 x 1,5-4 cm.  alto e robusto, cilindrico, pieno, poi midolloso, con grosso bulbo napiforme, talvolta marginato ed a fittone radicante. Superficie biancastra, burrosa, ricoperta da abbondanti fiocchi e squame bambagiose, fugaci con l'età. Anello cosparso da fiocchi come il gambo, presto lacerato, fugace e ridotto a residui al bordo del cappello. Volva fioccosa, friabile e fugace, biancastra, presto dissociata in fiocchi sul gambo.

Carne: tenera e soda, molle in vecchiaia, bianca immutabile, con odore gradevole, debolmente terroso e sapore gradevole, dolciastro.

Habitat: cresce solitaria o in piccoli gruppi, in boschi di latifoglie soleggiate, particolarmente Castagni, in estate e inizio autunno, dopo abbondanti acquazzoni. (Raccolta sui Monti Peloritani e Isola di Salina (ME).

Microscopia: spore bianche in massa, ellissoidi, amiloidi, 10-12,5 x 7-8,5 µm.
Q = 1.35 - 1.6; Qe = 1.5.

Basidi clavati, tetrasporici, 50-60 µm. Velo  generale con sferociti isolati e cellule ovali-piriformi con scarse ife filamentose.

Commestibilità: commestibile, dopo cottura, dal sapore terroso non sempre gradito, migliorabile asportando la cuticola.  Facilmente confondibile con specie velenose, se ne sconsiglia il consumo.

Amanita strobiliformis

Note: considerando che la dissociazione del velo generale può dipendere da condizioni climatiche che ne modificano la frammentazione, si è inglobata l'Amanita solitaria in Amanita strobiliformis.

Si distingue l'Amanita strobiliformis subf. pellita, di taglia inferiore, con cappello grigiastro, ornato da vaste placche cremose biancastre e con anello membranoso meno fugace.
Può essere confusa con Amanita echinocephala che presenta verruche piramidali acute e lamelle verdine, gambo screziato di bruno ed anello persistente non cremoso.

Altre specie con cui può essere confusa sono l'Amanita verna e l'Amanita virosa, prive di fioccosità, con anello persistente e con volva membranosa.

 

          Amanita verna (Bull.) Lamarck              

Tignosa di primavera

Cappello: 5-10(12)cm, inizialmente emisferico, poi convesso, piano convesso, infine piano o anche leggermente schiacciato o depresso al centro. Cuticola liscia, interamente bianca candida o sfumata color crema o anche col disco ocra rosato, raramente con placche del velo generale. Margine intero non striato.

Lamelle: libere, fitte, intercalate da lamellule, bianche.

Gambo:  6-12 x 1-2 cm, bianco, cilindrico, attenuato all'apice e con base bulbosa avvolta in una volva bianca, membranosa con orlo libero, poco lobata; liscio, pruinoso, alle volte dissociato in squamule, privo di zebrature, pieno, poi midolloso e fragile.

Anello:  attaccato nella parte apicale del gambo, pendulo, bianco, sottile, presto lacerato e poco persistente.

Carne: tenera, bianca, senza odori e sapori particolari.

Habitat: cresce in primavera solitaria o in pochi esemplari nei boschi temperati di latifoglie o misti; specie comune in Sicilia.

Microscopia: Spore bianche in massa, da largamente ellissoidi a subglobose, amiloidi, 8-10 x 7-9 µm.

Commestibilità: specie velenosa mortale, provoca sindrome falloidea, a lunga latenza.

Note: Amanita verna si caratterizza per il cappello  emisferico, spesso schiacciato al centro, e sfumato di ocra, il gambo liscio, non zebrato, il bulbo basale tondeggiante e l'anello subapicale.

Specie simili: A. phalloides var. alba che cresce in autunno, ha il cappello con fibrille innate, gambo zebrato e possiede spore più sferiche e di dimensioni minori;

Amanita virosa con cappello lungamente glandiforme, poi irregolarmente disteso, umbonato lobato, gambo bambagioso fioccoso, bulbo enorme, cresce in montagna in estate-autunno; l'intera triade è composta da specie velenose mortali.

Amanita porrinensis è una specie nuova per l'Italia,  vicina ad A. virosa, si distingue da essa per il cappello con largo umbone prominente, il gambo subliscio appena segnato da braccialetti irregolari, anello fragile e fugace, base non bulbosa, volva sottile aderente, spore ellissoidi, 7-9 x 5-6,5 µm.

Amanita decipiens, identica ad A. verna, si distingue per la reazione gialla con KOH invece che negativa della A. verna e per la crescita in ambienti mediterranei.

 

 

  Amanita verna

 

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