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Armillaria


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ARMILLARIA

Descrizione e foto delle principali specie di questo Genere:

Armillaria mellea, Armillaria cepistipes, Armillaria gallica, Armillaria tabescens.

 

Armillaria mellea (Vahl : Fr.) Kummer

Famigliola buona - Chiodino

Cappello: 2-9 cm, inizialmente emisferico, poi aperto, da convesso a spianato ed infine anche concavo e ħ umbonato. Decorato particolarmente al centro da minute squamule appuntite e fugaci, di colore più scuro, orlo striato ed involuto. Colore variabile a seconda dell'albero su cui cresce, da giallo miele a bruno scuro, da verdastro a rossiccio, con il margine a lungo pallido.

Lamelle: da adnate- annesse a decorrenti, fitte e strette, biancastre, poi maculate di giallastro o di bruno negli esemplari maturi.

Gambo: Slanciato, cilindrico o rigonfio, presto rigido e coriaceo alto fino a 15 cm x 1-2 cm, inizialmente pieno, poi cavo, striato sopra l'anello, fioccoso sotto. Di colore variabile da crema carnicino a concolore al cappello, imbrunente alla base. Anello persistente, cotonoso all'orlo, bianco, striato nella parte superiore, al margine talora giallo.

Carne: Soda nel cappello e biancastra, coriacea nel gambo e brunastra. Sapore amaro, odore fungino.

Microscopia: Spore bianche in massa, da ellissoidali ad ovali, lisce, 7-8,5 x 5,5-6 µm. Basidi senza giunti a fibbia.

Habitat:Cresce su ceppaie interrate, pricipalmente di latifoglie (querce, castagno, pioppo e faggio), ma anche di Abete bianco e Pino.

Commestibilità: pur ammessa alla commercializzazione è una specie a tossicità incostante, al primo posto nelle statistiche dei ricoveri ospedalieri. Basterebbe questo per bandirla dal consumo ma continua ad essere consumata con sempre più frequenti casi di tossicità. Viene boicottata in Francia e altre nazioni. Eventualmente consumare solo gli esemplari giovani e freschi, privati del gambo, prebolliti per almeno 15 min. quindi scolati e cucinati.  Non so se il gioco vale la candela.

Non congelare: sembra si amplino gli effetti delle sostanze tossiche idrosolubili presenti che, forse, non riescono a diluirsi adeguatamente.

Armillaria  mellea.jpg (99427 byte)

  Armillaria mellea

Note: Si distingue per la crescita cespitosa, le lamelle bianche, leggermente decorrenti e l'anello persistente. L'Armillaria tabescens è simile ma si distingue per l'assenza dell'anello. Armillaria ostoyae è più scura, con squamule erette ed anello bordato di bruno, cresce su ceppi di conifere. Armillaria gallica è meno cespitosa ed ha residui di velo gialli ed anello giallo. Armillaria cepistipes è più gracile e pallida ed è igrofana.

Attenzione a non far confusione con il tossico Hypholoma fasciculare (falso chiodino), con lamelle grigio-verdastre o violacee e privo di anello.

Attenzione anche ai vecchi esemplari che possono essere confusi con il TOSSICO Cortinarius orellanus.

 

Armillaria cepistipes Velen.

Cappello: 3-9 cm, campanulato, poi convesso, infine piano-convesso, igrofano, colore da grigio-nocciola chiaro a bruno rosato o rossastro, più scuro con l'umido, ricoperto di piccole squame a ciuffi irsuti, detersili con la pioggia, soprattutto al margine che è striato; orlo involuto con residui fioccosi del velo.

Lamelle: da annesse a leggermente decorrenti, fitte e strette, con lamellule, biancastre, poi maculate di bruno negli esemplari maturi ed erose.

Gambo: 4-12 x 1-1,5 cm, gracile, cavo, con base bulbosa, bruno rossastro, spesso estesamente coperto da micelio bianco; velo secondario avvolgente ma poco consistente, ornato nella parte inferiore da fioccosità gialle, fugace, ridotto a residui cortiniformi giallastri, nella zona anulare, in vecchiaia.

Carne: sottile, tenera, coriacea nel gambo; odore gradevole fungino, sapore acidulo.

Habitat: cresce spesso isolato o in piccoli cespi, su legno degradato o residui legnosi di latifoglie, anche apparentemente terricolo, in autunno.

Commestibilità: commestibile mediocre per l'esiguità della carne, lo scarso sapore e le tossine presenti; analogamente ad A. mellea scartare il gambo fibroso e prebollire.

Microscopia: Spore ellissoidali, ialine, lisce,  (7.2)7.5-8.3(8.7) x (4.9)5.3-6.1(6.3) µm.

 

Note: si distingue per le piccole dimensioni, il bordo del cappello striato, il gambo proporzionalmente più corto rispetto alle altre Armillaria, la crescita poco cespitosa e l'anello fugace.

L'Armillaria tabescens si distingue per l'assenza dell'anello.

Armillaria ostoyae è più scura, con squamule erette ed anello bordato di bruno, cresce su ceppi di conifere. Armillaria gallica è anch'essa poco cespitosa ma è più robusta, ha residui di velo gialli e micelio giallo sul gambo.

 

Armillaria gallica Marxmüller & Romagnesi

Armillaria bulbosa
Armillaria lutea

Cappello: ampio, 4-13 cm, convesso, poi più spianato, con umbone ottuso, con margine debolmente striato, leggermente fioccoso. Cuticola dal giallo-ocra all' ocra-bruno con minute granulazioni piu fitte al centro di colore giallo o giallo grigio-bruno.

Lamelle: Lamelle subdecorrenti, fitte, biancastre poi gialle con macchie rossastre in vecchiaia.

Gambo: 4-13 x 0,5-2,5 cm, clavato con base spesso bulbosa, talvolta grinzosa, striato, con fibrille o squamule e residui di velo giallo. Di colore ocra-bruno, con base più scura. Anello fibrilloso, giallastro, quasi fugace in vecchiaia, si dissocia, caratteristicamente, in modo ragnateliforme.

Carne: Tenera nel cappello, biancastra, nel gambo fibrosa, brunastra alla base. Odore e sapore gradevoli, fungini.

Microscopia: Spore bianche in massa, ellittiche, lisce, 7-8 x 5-6 µm.

Habitat:Cresce su ceppaie interrate, pricipalmente di latifoglie (querce, castagno, pioppo e faggio), ma anche di Abete bianco e Pino.

Commestibilità: Commestibile con cautela, dopo prebollitura, sono sempre più frequenti i casi di tossicità come per l'Armillaria mellea.

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  Armillaria gallica

Note: Simile ad Armillaria mellea, si distingue per essere più robusta e meno cespitosa, con residui di velo gialli sul cappello e sul gambo che è subbulboso, anello giallo più persistente e meno sviluppato.

Armillaria tabescens è più esile e si distingue per l'assenza dell'anello.

Armillaria ostoyae è più scura, con squamule erette e poco persistenti ed anello bordato di bruno, cresce su ceppi di conifere.

Armillaria cepistipes è più gracile e pallida, meno alta ed è igrofana.

 

Armillaria tabescens (Scopoli: Fr.) Emeland

 

Cappello: 3-8 cm, convesso, presto piano o depresso con ampio umbone ottuso, ricoperto da piccole squame cotonose più scure, orlo sottile, incurvato. Asciutto, di colore fulvo-rossastro, nocciola-rossastro o bruno-ocraceo.

Lamelle: fitte, derorrenti per un filetto, da crema a rosa-rossastre, con filo imbrunente in vecchiaia.

Gambo: 4-10 x 0,8-1,5 cm, cilindrico o subfusiforme, incurvato-flessuoso, tenace, liscio o fibrilloso, fistoloso, privo di anello, dello stesso colore del cappello e con apice biancastro.

Carne: Compatta, fibrosa nel gambo, bianca. Sapore dolce, astringente. Odore forte, fungino.

Microscopia: Spore color crema pallido in massa, ellissoidali, 9-10 x 5,5-6,5 µm. Basidi senza giunti a fibbia.

Habitat: Cresce da fine estate ad autunno inoltrato a gruppi cespitosi intorno a tronchi di querce o raramente di altre latifoglie.

Commestibilità:  privata del gambo e prebollita, si presta alla conservazione sott'olio. Valgono anche per questa specie le raccomandazioni fatte per l'Armillaria mellea.

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  Armillaria tabescens

Note: Si distingue per le dense squamette sul cappello e per l'assenza di anello. L' Armillaria ostoyae è più scura, con squamule erette ed anello bordato di bruno, cresce su ceppi di conifere.

 

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