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 Fistulina hepatica  (Schaeff.) With.

Lingua di bue

 

Fistulina hepatica 3

 

Cappello: A forma di ventaglio o di lingua, singolo o sovrapposto, fino a 20-30 cm di diametro e 5 cm di spessore. Di consistenza quasi gelatinosa, con cuticola vischiosa, ispida per la presenza di granulazioni, di colore da rosso-arancio a color fegato.

Imenoforo: tubuli corti, 1.1,5 cm, separabili, monostratificati, bianco-giallastri. Pori stretti e rotondi, color bianco-rosato, poi giallognoli, infine bruno ruggine.

Gambo: corto, spesso ridotto ad un tubercolo, laterale, concolore, scaglioso o ricoperto da granuli rossastri.

Carne: inizialmente tenera e succosa, poi fibrosa, rosso carnicino, con venature radiali biancastre. Al taglio emette da sotto la cuticola un liquido rossastro, simile a sangue. Sapore acidulo.

Habitat: cresce ad inizio autunno su ceppaie marcescenti o cavitÓ di piante vive danneggiate, preferibilmente di castagno ma anche di quercia.

Microscopia: spore ovoidali, liscie, di colore giallastro,4-5 x 3-4 Ám. Basidi clavati con unioni a fibbia basali, con presenza di numerosi basidioli.

CommestibilitÓ: buon commestibile dal sapore acidulo, contiene vitamina C e sali minerali. Da giovane pu˛ essere consumata cruda, a fettine in insalata o marinata in salsa verde, dopo averla fatta purgare con sale o in acqua salata.

Note:  Poliporacea che si distingue facilmente per la carne tenera e succulenta, almeno da giovane, la cuticola vischiosa e l'imenoforo crema rosato.

Qualche confusione Ŕ stata fatta con il tossico Hapalopilus rutilans di colore cannella, con carne color zafferano, fibrosa ed elastica da giovane ma presto dura, bruna con l'etÓ, reagisce immediatamente alle basi forti (KOH o NaOH) colorandosi di ciclamino violetto.

 


 

Fomes fomentarius  (L.) Fries.

Fungo dell'esca

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Fomes fomentarius

 

Cappello: Fino a 50 cm, a forma di zoccolo, zonato concentricamente, con superficie gibbosa di colore da bianco grigiastro a ocra brunastro. Margine arrotondato di colore ocraceo che delimita nettamente la superficie poroide.

Imenoforo: Pori piccolissimi, da bianchi a ocra, da giovane viranti al nero al tocco. Trama interna fibroso suberosa, di colore cannella.

Gambo: Sessile. Il basidiocarpo in corrispondenza del punto di attacco al substrato presenta una massa circolare di tessuto miceliare bruno, marmorizzato, con filamenti di ife intrecciate, biancastre (cuore miceliare).

Carne: Dura, fibrosa, da fresco emana odore acidulo.

Habitat: Pluriennale, cresce nei vecchi alberi di latifoglie, (pioppi, platani, faggi, querce).

Microscopia: Spore cilindrico ellissoidali, 12-15 x 4,5-7 Ám. Basidi tetrasporici, clavati, ialini, 22-26 x 8,5-9 Ám.

CommestibilitÓ: Non commestibile perchŔ legnoso. Essiccato e polverizzato veniva utilizzato anticamente in chirurgia come emostatico. Veniva utilizzato anche per la cura della tubercolosi e di recente ne Ŕ stata dimostrata l'efficacia: Fomes fomentarius risulta possedere proprietÓ antivirali e antibatteriche.

Note: si distingue per le grandi dimensioni, la superficie spesso gibbosa ricoperta da una dura crosta dal colore grigio biancastro con zonature bruno-ocra, i pori molto piccoli di colore chiaro.

Veniva utilizzato per accendere il fuoco, per questo veniva chiamato fungo dell'esca. Anche il nome scientifico ha lo stesso significato: fomentarius = che fomenta e Fomes = l'esca per il fuoco.

E' stato rinvenuto nella borsa di Otzi, l'uomo preistorico, di 5300 anni, ritrovato mummificato sui monti Similaun delle Alpi. Molto probabilmente lo utilizzava abbinato ad un acciarino anch'esso rinvenuto nella sacca o come medicina dai molteplici usi, da portarsi appresso.
Specie simili sono: Fomitopsis officinalis, Fomitopsis betulina e Phellinus igniarius.

 

 



 

 

 

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