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Macrolepiota


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Genere Macrolepiota

e Genere Chlorophyllum

 

Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser

Bubbola minore

Cappello: 5-10 cm. Da emisferico a conico-campanulato, infine espanso umbonato, di color crema paglierino o nocciola pallido, con disco pi¨ scuro. Pellicola dissociata in squamette e scorticata all'orlo.

Lamelle: libere, fitte, con taglio frangiato, di colore bianco.

Gambo: 3-7 x 1 cm, cilindrico, assolutamente glabro, bianco, cavo, leggermente bulboso, diritto o curvo. Anello: membranoso, ripiegato due volte, mobile, persistente o fugace, con bordo frangiato.

Carne: bianca, di odore e sapore gradevole di nocciola.

Habitat: cresce nei pascoli, nei prati, al margine dei boschi, dalla primavera all'autunno, isolata o gregaria. Diffusa nelle praterie dei Nebrodi meno sui Peloritani.

Microscopia: Spore lisce, jaline, ellissoidi, con poro germinativo, 15-17 x 8-9 Ám. Basidi claviformi, 35-40 x 10-12 Ám, tetrasporici. Senza giunti a fibbia.

CommestibilitÓ: Buon commestibile ma di scarsa carnositÓ. Da non confondere con le piccole e tossiche Lepiote.

Macrolepiota excoriata

Note: Si riconosce per il cappello di piccole o medie dimensioni (max 10-12 cm), bruno-nocciola chiaro, con cuticola liscia o appena feltrata, presto tipicamente fessurata a stella su sfondo crema; il gambo bianco, nudo o appena feltrato, l'anello semplice, ripiegato. Specie simile M. konradii di taglia maggiore, con desquamazione pi¨ evidente e gambo screziato da bande brune e con anello largo.

 

Macrolepiota fuligineosquarrosa  Malenšon

Cappello: 6-12 cm, emisferico, poi campanulato, infine quasi appianato, con umbone ottuso poco pronunciato. Rivestimento pileico formato da una spessa cuticola cotonosa, esternamente appressata in un sottilissimo strato, di colore bruno-fuliggineo, che resta unito al disco e dissociato verso la periferia in dense squame concentriche, con apice eretto o retroflesso, pi¨ rade al margine. Squame brune facilmente caduche, che lasciano scoperto il sottostante strato cuticolare, cotonoso, ocraceo, al margine lacerato fino alla carne bianca e che deborda l'orlo rendendolo sfrangiato.

Lamelle: libere, fitte, con lamellule di varia lunghezza, inserite in un collarium, color crema.

Gambo: 7-12 x 0,8-1,2 cm. fistoloso, liscio, di colore biancastro o sfumato di grigio fumo a partire dalla base, anche molto scuro, alle volte con cortex screpolata o frammentata; base con bulbo poco ampio, con presenza di radichette miceliari bianche. Anello: mobile, ingrossato ma non doppio, a braccialetto, con un bordino bianco che delimita la parte inferiore, allargato e sfilacciato nella parte superiore.

Carne: sottile, bianca immutabile, di odore e sapore gradevole.

Habitat: comune in ambiente mediterraneo con querce, compare in autunno a stagione avanzata.

Microscopia: Spore lisce, ellissoidali, destrinoidi, con poro germinativo evidente, 14-16,5 x 8-10 Ám. Basidi claviformi tetrasporici, a contenuto granulare, 40-55 x 12-17 Ám.

CommestibilitÓ: commestibile ma carne poco consistente. Attenzione che la raccolta di Macrolepiote di piccola taglia pu˛ portare a fatali errori, dovuti a raccolte di Lepiote quali L. brunneoincarnata o simili, velenose mortali.

Note:  Macrolepiota fuligineosquarrosa si riconosce per le dimensioni medie, il gambo privo di zebrature, biancastro o sfumato di grigio fumo, l'anello non doppio ed il cappello densamente ricoperto da scure squame erette, caduche.

A prima vista pu˛ essere scambiata per una piccola Macrolepiota procera, (vedi sotto) che per˛ possiede gambo zebrato ed anello doppio.

Macrolepiota mastoidea (vedi sotto) ha desquamazione del cappello simile ma possiede un umbone pronunciato.

In vecchiaia, quando priva delle squame scure, pu˛ rassomigliare a Macrolepiota phaeodisca. che possiede gambo tozzo, pi¨ corto del diametro del cappello e zona discale molto scura.

Pu˛ anche essere scambiata con Lepiota aspera non commestibile o con una delle piccole Lepiote velenose quali la Lepiota brunneoincarnata.

 

Macrolepiota heimii  Locquin ex Bon
Leucocoprinus heimii
Locq.

Cappello: 5-12 cm, inizialmente globoso, poi convesso ed infine piano, con umbone centrale, ocraceo-pallido, poco pronunciato. Cuticola liscia, leggermente feltrata nel giovane, bianca, bianco-crema, ocra chiaro in vecchiaia, talora con maculature brunastre sparse in periferia; con l'etÓ lacerata, in senso radiale, in squamositÓ che le danno un aspetto tomentoso-irsuto, specie al margine che Ŕ spesso lacerato e molto sfrangiato.

Lamelle: libere, piuttosto fitte, con collarium, bianche, poi bianco-crema, con filo lievemente crenato o imbrunente a maturitÓ.

Gambo: 6-12 x 1-1,4 cm, cilindrico, con base progressivamente bulbosa, bianco, bianco-sporco, liscio sopra l'anello, lievemente tomentoso-pubescente al di sotto, a manipolazione si macchia di ocra-brunastro. Anello semplice, ascendente, mobile, bianco, con il bordo sfrangiato.

Carne: Consistente, bianca immutabile, appena ocra-rossastra alla base. Odore e sapore leggero di nocciole.

Habitat: Specie graminicola, rara, cresce a gruppi, in autunno in prati e pascoli. [Floresta (ME) - Nebrodi]

Microscopia: Spore 12-16 x 7-10 Ám, ellittico-allungate, poro germinativo prominente, destrinoidi, endoperidio metacromatico, con blu di cresile. Basidi tetrasporici, claviformi. Cheilocistidi difformi, fusiformi o sub-lageniformi. Epicute formata da fasci di ife claviformi; giunti a fibbia assenti o rari a livello dell'anello.

CommestibilitÓ: Non nota, pu˛ essere stata consumata ma se ne sconsiglia il consumo per la sua raritÓ e per possibili confusioni con le Amanite bianche velenose.

Ingrandisci

Macrolepiota heimii

 

Note: Differisce da Leucoagaricus leucothites (Lepiota naucina) per le spore molto pi¨ grandi, per il poro germinativo evidente e per il cappello finemente squamuloso, molto pallido, il margine nettamente fimbriato, il lieve imbrunimento al tocco e per non avere mai dei riflessi o toni rosati.

 

 

Macrolepiota konradii (Huijsman ex Orton) Moser

Macrolepiota procera var. konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Gminder

Cappello: 5-13 cm, inizialmente conico-convesso, emisferico, poi campanulato, infine piano-convesso, con umbone pronunciato. Cuticola di colore bruno-grigiastra, pi¨ carico al disco, dissociata a stella in grosse squame rivolte in su, facilmente separabili dal fondo biancastro, feltrato-irsuto, in evidente contrasto.

Lamelle: libere, separate dal gambo da un collarium, fitte, biancastro-crema, imbrunenti con l'etÓ.

Gambo: 7-15 x 0,6-1,5 cm, claviforme con base bulbosa, liscio e bianco sopra l'anello, al disotto con superficie screpolata in fini squamette appressate di colore nocciola. Anello semplice, membranoso, con margine doppio, grigio-bruno nella faccia inferiore.

Carne: soda, bianca, alle volte leggermente arrossante nella corteccia del gambo. Odore e sapore gradevoli.

Habitat: cresce dalla tarda estate all'autunno, isolata o in gruppi, nei pascoli o ai bordi dei boschi aperti di latifoglie o misti. Trovata sui Nebrodi.

Microscopia: Spore biancastre in massa, ellittiche od ovoidali, lisce con poro germinativo prominente, 12-16,5 x 7,5-9 Ám. Cheilocistidi clavati o subfusiformi, anche settati.

CommestibilitÓ: Buon commestibile.

Ingrandisci Macrolepiota konradii

Macrolepiota konradii

Note:  Macrolepiota konradii si distingue per il contrasto della desquamazione del cappello a forma di stella su sfondo bianco, le squame facilmente staccabili e rivolte in su; il gambo brunastro pallido con anello con bordo bruno grigio. Specie simili: M. excoriata di taglia inferiore, con desquamazione del cappello meno scura ed evidente e gambo solo pruinoso feltrato; M. mastoidea con squame del cappello molto fitte e con umbone acuto persistente.

 

Macrolepiota mastoidea (Fr.) Singer

Macrolepiota rickenii (Velen.) Bell¨ & Lanzoni

Macrolepiota affinis (Velen.) Bon

Cappello: 6-18 cm, inizialmente globoso con umbone prominente, poi conico campanulato, infine piano convesso, sempre con umbone pronunciato, mammellonato. Cuticola inizialmente unita, color nocciola o ocra, poi dissociata in piccole squame, pi¨ rade verso il margine, con sfondo sericeo color crema; la zona umbonale resta unita, a contorno irregolare. Margine eccedente, feltrato.

Lamelle:  fitte, con lamellule, fragili, libere, separate dal gambo da un collarium. Filo intero concolore.

Gambo: 14-20 x 0,8-1,5 cm, cilindrico, slanciato, con bulbo basale poco accentuato, facilmente separabile dal cappello, pieno, poi cavo, di colore  crema pallido, ricoperto da screziature ocra brunastre, formate da una fine punteggiatura. Anello semplice ma robusto, bianco sulla faccia superiore, ocraceo sulla faccia inferiore, finemente frangiato al margine.

Carne: soda, biancastra, immutabile, talvolta brunastra alla base del gambo. Sapore gradevole di nocciola.

Habitat: cresce gregaria, dall'estate all'autunno, nei boschi, nelle schiarite, nei prati.

Microscopia: Spore biancastre in massa, ellissoidali, lisce, binucleate, con piccolo apicolo e con poro germinativo ricoperto dal callo lenticolare; destrinoidi, metacromatiche, 12-16 x 8-9,5 Ám. Cheilocistidi clavati o subfusiformi.

CommestibilitÓ: Buon commestibile.

 

 

 

Macrolepiota mastoidea

Note:  Macrolepiota mastoidea si distingue per il cappello decorato da fini squamette, con un umbone mammellonato, il gambo con screziature puntiformi ocracee ed anello semplice.

Esiste una M. mastoidea var. coccineobasalis Locquin ex Bon che ha un gambo  soffuso di decorazioni rosso-vinose, soprattutto verso la base, carne bianca e immutabile, bruna rossastra nella corteccia ed alla base del gambo, taglia inferiore e meno slanciala del tipo, lamelle da vecchie maculate di bruno-rossastro.

 

 

Macrolepiota procera (Scop.) Singer

Mazza di  tamburo - Bubbola maggiore - Ombrellino

Cappello: 15-30 cm, inizialmente ovoidale, poi campanulato, infine piano-convesso, con umbone ottuso. Cuticola negli esemplari chiusi unita, liscia, di colore bruno, poi dissociata in grosse squame irregolari di colore bruno-nocciola, pi¨ diradate verso il margine e con umbone che rimane unito. Margine rivolto verso il basso, sfrangiato e con fiocchi del velo parziale.

Lamelle: alte, abbastanza fitte, con numerose lamellule, libere e provviste di collarium. Inizialmente bianche poi color crema o con toni rosati.

Gambo: 20-40 x 1,5-3 cm, cilindrico con base bulbosa, tipicamente decorato al disotto dell'anello da bande zebrate bruno-ocracee, liscio sopra l'anello, cavo. Anello doppio, mobile con il margine lacerato, all'esterno bruno ocraceo, all'interno biancastro.

Carne: Abbastanza spessa, soffice, bianca nel cappello, soffusa di ocra rossastro nella corteccia della base del gambo, soprattutto in vecchiaia. Odore leggero, gradevole, sapore dolce,  di nocciola nell'anello.

Habitat: cresce ubiquitaria presso latifoglie e conifere ma anche in campi incolti, dalla primavera all'autunno.

Microscopia: Spore color crema in massa, lisce, ellissoidali, con poro germinativo evidente, 14-20 x 9-11 Ám.

CommestibilitÓ: Buon commestibile cotto adeguatamente (vedi ricette).

  

Macrolepiota procera

 

Note: si distingue, insieme alle relative varietÓ, per il gambo squamato-zigrinato di bruno, l'anello ampio e doppio, la carne bianca non virante.

 

Macrolepiota procera var. pseudoolivascens Bell¨ & Lanzoni

Mazza di  tamburo - Bubbola maggiore

Cappello: 10-20 cm, inizialmente conico-campanulato poi da convesso a ▒ piano, con l'umbone assente o appena accennato. Cuticola negli esemplari chiusi unita, liscia, di colore ocra-bruno, poi bruno fuligginoso. Fuori dell'area discale dissociata in grosse squame di colore ocra-bruno, bruno verde su fondo biancastro, fortemente diradate verso il margine. L'umbone fuligginoso verdastro sbiadisce su toni bruno ocracei ▒ estesi in vetustÓ.

Lamelle: alte abbastanza fitte con numerose lamellule provviste di collarium. Inizialmente bianche poi leggermente crema. Filo intero concolore.

Gambo: 18-25 x 1,5-2 cm, cilindrico con base bulbosa di 2,5-3,5 cm, separabile, all'inizio biancastro soffuso di bruno fuligginoso che imbrunisce con la manipolazione, poi striato da squame fibrillose brune-ocracee, pi¨ scure e di maggiori dimensioni nel terzo inferiore. Anello doppio, mobile con il margine lacerato, all'esterno bruno ocraceo, all'interno biancastro.

Carne: Abbastanza spessa, soffice, nel cappello bianca, quella corticale del gambo soffusa di ocra rossastro con tonalitÓ pi¨ cariche verso la base, inodore.

Habitat: cresce presso Lecci ma anche in boschi misti con pino, corbezzolo ed erica arborea. Comune sui Monti Peloritani cresce differenziata rispetto alla var. procera in periodi pi¨ siccitosi.

Microscopia: Spore color crema in massa.

CommestibilitÓ: Buon commestibile ben cotto (vedi ricette).

Macrolepiota_procera_pseudoolivascens.JPG (51487 byte)

Macrolepiota procera v. pseudoolivascens

Note: Differisce dalla Var. procera per il gambo ed il cappello che si macchiano di verdastro e per il viraggio della carne al rosso-rosato. Si distingue da Macrolepiota olivascens per l'arrossamento che accompagna il viraggio ai toni verdastri, per le lamelle bianche o debolmente rosate (mai inverdenti come in M. olivascens) e la sporata color crema e non rosa. Inoltre l'areale di crescita Ŕ quello mediterraneo (Quercus ilex), mentre quello della M. olivascens Ŕ alpino.

 

Genere Chlorophyllum

Inizialmente distinto da Macrolepiota per le spore e le lamelle dal colore verde.

Analisi molecolari hanno indicato che le specie del complesso "rachodes" sono lontane da Macrolepiota e vicine al Genere Chlorophyllum, per cui sono state inserite in questo Genere.

 

Chlorophyllum molybdites (G. Mey.) Massee

Macrolepiota molybdites (G. Mey.) G. Moreno, Ba˝ares & Heykoop

Cappello: 7-16 cm, emisferico, poi convesso, infine espanso, con umbone poco pronunciato. Cuticola asciutta, feltrata, biancastra o crema, facilmente virante all'ocra ove manipolato, con la zona discale ricoperta da squame ocra brunastre poco espanse in periferia. Orlo frastagliato con qualche residuo del velo parziale.

Gambo: 5-14 x 1-1,5 cm, cilindrico con base poco ingrossata, fibroso, tenace, farcito, poi fistoloso, superficie liscia, bianca, tendente ad imbrunire a partire dalla base oppure ove manipolato, eterogeneo col cappello, inserito con un collarium che al distacco si macchia di verde-bruno. Anello a braccialetto, doppio, scorrevole, bianco, poi beige, tendente ad imbrunire nella faccia inferiore.

Lamelle: libere al gambo, fitte, con numerose lamellule, di colore crema verdognolo, poi verde sempre pi¨ scuro, grigio-verde, verde-bruno. Filo concolore, bruno-verde se manipolato.

Carne: nel cappello soffice, tenera, bianca o crema, al taglio arrossa lievemente poi imbrunisce, soprattutto alla base gambo. Sapore gradevole, odore leggero.

Habitat: cresce sui litorali tra l'erba di terreni sabbiosi.

Microscopia: Spore verdine in massa, lisce, da ovali a ellittiche, con evidente apicolo laterale, una grossa guttula centrale ed un poco evidente poro germinativo, cianofile;

nostre misure: (7.3) 8.2 - 10.3 (11.4) x (6) 6.7 - 7.6 (8.1) Ám
Q = (1.1) 1.2 - 1.4 ; N = 40
Me = 9.4 x 7.1 Ám ; Qe = 1.3.

Basidi tetrasporici. Cistidi piriformi.

CommestibilitÓ: Tossico, provoca grave sindrome gastrointestinale a media latenza (2-4 ore) o sindrome Morgana (Morganismo).

 

Chlorophyllum molybdites

Note: Chlorophyllum molybdites si distingue per il cappello poco squamato, il gambo bianco, liscio, non o poco bulboso, le lamelle presto verde oliva, la carne arrossante e poi imbrunente, la zona di distacco del gambo dal cappello presto colorata di bruno, spore verdine in massa. 

Specie simili:

Chlorophyllum brunneum che possiede cappello decorato da grandi squame, gambo con grosso bulbo marginato alla base, anello semplice e lamelle imbrunenti ma non inverdenti, carne arrossante, spore non verdi ma bianche in massa.

Chlorophyllum rhacodes possiede squame del cappello grandi e poligonali, margine debordante, lamelle non inverdenti, anello complesso, doppio, bulbo ingrossato ma non marginato, un forte viraggio al rosso, cheilocistidi sferopeduncolati, spore bianche in massa.

 

Chlorophyllum rachodes (Vittad.) Vellinga

Macrolepiota rachodes var. rachodes (Vittad.) Singer

 Lepiota rachodes (Vittad.) QuÚl.

Agaricus rachodes Vittad.

Cappello: 6-20 cm, inizialmente subgloboso, poi largamente convesso, infine piano, anche leggermente depresso al centro, non umbonato; rivestimento pileico bruno ocraceo, inizialmente liscio, unito, poi lacerato in squame grandi, poligonali non sovrapposte e circondate dai filamenti dello sfaldamento della carne sottostante, che appare bianca ma in vecchiaia tende a scurire, come gli apici delle squame che tendono a scurire alla manipolazione fino al nerastro; calotta centrale poco ampia che permane unita; margine grosso, fioccoso, fimbriato, eccedente.

Gambo: perfettamente liscio, senza squame o zebrature, bianco ma imbrunente, internamente cavo ma cotonoso, quasi sempre pi¨ corto del diametro del cappello, 6-15 x 1,5-2,5 cm, ingrossato alla base in un grosso bulbo fino a 6 cm, inizialmente rotondo, non marginato, poi allungato e pi¨ claviforme. Anello imbutiforme, complesso, ingrossato e con margine doppio, frangiato.

Lamelle: libere, distanti dal gambo, larghe, fitte, con lamellule numerose, bianche, poi crema, un po' arrossanti, talora con filo brunastro.

Carne: compatta, bianca al taglio ma presto giallastra e poi arrossante, infine lentamente imbrunente verso il bruno vinoso. Odore sgradevole, sapore cattivo.

Habitat: cresce in autunno in zone erbose o tra il fogliame, in orti, giardini, fossati, in terreno particolarmente ricco di humus, e sostanze azotate, alle volte in cespi riuniti alla base.

Microscopia: spore ellissoidi con estremitÓ arrotondata o troncata e poro germinativo generalmente stretto, poco evidente, 8,8-12,7 x 5,4-7,9 Ám, Me = 9,5-10,7 x 6,2-7,4 Ám. Q = 1,3-1,8 (1,95) Qe = 1,45-1,6.

Basidi clavati, bisporici e tetrasporici, 25-40 x 9-12 Ám.

Cheilocistidi generalmente sferici o largamente clavati, sferopeduncolati e spesso catenulati 10-38 x 8,5-25 Ám (Vedi tavola Vellinga 2008).  Giunti a fibbia presenti alla base di basidi e cistidi.

 

CommestibilitÓ: certamente tossica da cruda, da non consumare per la facile confusione con Chlorophyllum venenatum.

 

Chlorophyllum rachodes in habitat

Particolare dell'anello e viraggio a 3 gg dalla raccolta

Note:  Cholophyllum rachodes Ŕ caratterizzata da grandi dimensioni, la cuticola inizialmente intera e poi dissociata  in grandi squame poligonali a disposizione abbastanza larga e non sovrapposta,  in contrasto con la sottostante carne bianca;  possiede un anello complesso a doppia corona; la base del gambo Ŕ bulbosa ma non marginata; Cheilocistidi generalmente sferici con peduncolo di forma assottigliata, spesso catenulati, spore con un apice tronco o arrotondato.

Il viraggio della carne, ▒ rosso, rosso-bruno, si Ŕ notato dipende dalle condizioni degli esemplari esaminati e spesso Ŕ sovrapponibile a quello delle altre specie.

Chlorophyllum brunneum, molto simile a rachodes, possiede analoga desquamazione del cappello ma si distingue sostanzialmente per il gambo con bulbo marginato, anello semplice, senza doppia corona, cheilocistidi da strettamente clavati a clavati, spore quasi sempre con apice tronco.

Chlorophyllum olivieri differisce per le squame di uno scialbo colore grigio olivaceo, che non contrastano con lo sfondo, per il gambo poco bulboso e con anello meno complesso e per le spore leggermente pi¨ piccole: (7,5) 8-10 x 5,5-7 Ám.

Chlorophyllum venenatum differisce per l'anello semplice ed il bulbo marginato, caratteristiche analoghe a C. brunneum, ma C. venenatum non possiede giunti a fibbia alla base di basidi e cistidi e possiede cheilocistidi clavati.

Note storiche: descritta accuratamente come "Agaricus rachodes" dal Vittadini in "Funghi mangerecci pi¨ comuni dell'Italia" e de' velenosi che possono co' medesimi confondersi (1835)", venne successivamente trasferita nei Generi Lepiota, Macrolepiota ed infine inserita in Chlorophyllum.  Nelle descrizioni susseguitesi negli anni venne da molti autori modificata la sua descrizione ad iniziare dal nome riportato erroneamente come rhacodes. Ci˛ a causa delle diverse varietÓ con le quali Ŕ stata erroneamente confusa. Else C. Vellinga 2003 e succ., con approfonditi studi, ha esaminato tutte le exsiccata originali del gruppo, individuando i caratteri microscopici e macroscopici per la corretta delimitazione delle specie di questo complesso, indicato le errate interpretazioni e redatta una chiave per la determinazione delle specie. Escono cosý di scena la var. bohemica e hortensis, invalide per mancanza di diagnosi latina ma ritenute anche semplici sinonimi posteriori di  Lepiota brunnea = Chlorophyllum brunneum, per l'analogia dei cheilocistidi, mentre molte delle raffigurazioni in letteratura sono da ricondurre sia a brunneum che a rachodes (vedi errate interpretazioni).

Rivalutata la Lepiota olivieri di Barla = Chlorophyllum olivieri (vedi scheda seguente):  da analisi molecolare risultata specie separata, e comunque ben distinguibile anche macroscopicamente, mentre era opinione diffusa che fosse un sinonimo posteriore di L. rachodes.

Macrolepiota venevata considerata specie dubbia e sinonimizzata con C. brunneum successivamente Ŕ stata considerata specie valida ed anch'essa inserita nel Genere Chlorophyllum (C. Lange & Vellinga 2008). Alcune delle raffigurazioni giÓ indicate come C. brunneum potrebbero riferirsi a questa specie.

Tavola originale del Vittadini

 

Chlorophyllum olivieri (Barla) Vellinga, (2002)

Macrolepiota rachodes f. olivieri (Barla) de Kok, in Kok & Vellinga, (1998)

Macrolepiota olivieri (Barla) Wasser, (1980)

Macrolepiota rachodes var. olivieri (Barla) Barla, (1889)

Lepiota olivieri Barla, (1886)

Cappello: 10-13 cm, prima arrotondato convesso, poi spianato e anche un po' depresso, biancastro, lavato di fulvo al centro, ricoperto da squame fibrillose, appressate, bruno fulve; margine ondulato, frangiato, biancastro.

Gambo: 12-15 x 1-2 cm e pi¨, subcilindrico, un po' assottigliato in alto, gonfio alla base, liscio, finemente fibrilloso, bianco o biancastro, farcito, poi cavo. Anello morbido, cotonoso, bianco, caduco.

Lamelle: larghe, arrotondate, sporgenti, distanti dal gambo, morbide, sottili, fitte, di un bianco cera giallastro.

Carne: morbida, tenera, gustosa, bianca, diventando rosso mattone o carne all'aria, infine bruno. Odore discreto, gradevole, fungino.

Habitat: su detriti di foglie morte e letame.

Microscopia: Spore bianche.

CommestibilitÓ: non commestibile.

 

Descrizione tratta da Flore Mycologique IllustrÚe des Alpes Maritimes - J. B. Barla - 1888.

 

Esemplari in foto trovati sui monti Peloritani nei pressi di un ovile.

 

Tavola del Barla in Flore Mycologique des Alpes Maritimes 1888.

Note: Lepiota olivieri Ŕ stata ritenuta un sinonimo di L. rachodes da diversi autori ad iniziare dal Bresadola e molte illustrazioni considerate L. rachodes mostrano invece questa specie. Analisi molecolari hanno dimostrato che Ŕ una specie diversa e ben caratterizzata ed Ŕ stata ricombinata in Chlorophyllum olivieri.

Possiede una desquamazione vicina a Macrolepiota puellaris (= Leucoagaricus nympharum) ma Ŕ pi¨ scura, possiede bulbo basale poco pronunciato, anello ingrossato e spore piccole (8-10 x 4,5-6,5 Ám) senza poro germinativo evidente, cheilocistidi da sferopeduncolati a ovoidi, alle volte concatenati.

 

Chlorophyllum venenatum (Bon) C. Lange & Vellinga (2008)

Macrolepiota venenata  Bon (1979)

Macrolepiota rhacodes var. venenata (Bon) Gminder (2003)

Cappello: 6-15 cm, da semisferico a convesso, poi spianato, con largo umbone poco pronunciato. Cuticola inizialmente liscia, rosato brunastra, presto lacerata in grosse squame, disposte disordinatamente, poi radiali o parzialmente concentriche, di colore brunastro con zone di lacerazione bianche, lanuginose. Zona discale intera, ben delimitata, concolore alle squame ma con toni pi¨ carichi. Margine debordante, fimbriato.

Gambo: 6-12 x 1-2,5 cm, tarchiato, cilindrico o clavato, anche flessuoso, liscio, in vecchiaia finemente striato, bianco, virante al bruno-rossastro alla manipolazione, fistoloso, con un grosso bulbo basale da turbinato a marginato. Anello relativamente semplice, infero, biancastro, macchiato di bruno nelle zone di separazione, con bordo lanuginoso.

Lamelle: libere, fitte, ampie, bianche, poi crema, arrossanti al tocco.

Carne: compatta, pesante, bianca, leggermente rosso-vinosa al taglio, soprattutto nel gambo, presto brunastra. Odore cattivo.

Habitat: poco comune, cresce cespitosa o in numerosi gruppi, spesso associata ad Ortica e Falsa Ortica. Esemplari in foto rinvenuti in un bosco diradato di querce in una depressione concimata, nei pressi di Patti (ME) a 250 m. s.l.m. Trovata anche sui Peloritani.

Microscopia: Spore ovoidali, con parete spessa, con poro germinativo nettamente tronco, metacromatiche, 9-12 Ám. Basidi tetrasporici, claviformi; Cheilocistidi clavati o largamente clavati. Giunti a fibbia assenti alla base di basidi e cheilocistidi.

CommestibilitÓ: SERIAMENTE TOSSICA provoca disturbi di tipo gastrointestinali, anche gravi.

Note:  Macrolepiota venenata adesso  Chlorophyllum venenatum, a prima vista pu˛ essere scambiata per M. procera o simili pi¨ note come Mazze di tamburo. Da una osservazione pi¨ attenta si notano subito le differenze consistenti nel cappello lanuginoso con squame pi¨ irsute, gambo liscio e non zebrato, pi¨ corto del diametro del cappello, il bulbo marginato, l'anello semplice e la carne arrossante.

Specie identica a Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga, di origine americana, (Macrolepiota rhacodes var. bohemica) dalla quale si differenzia per le squame, inizialmente fessurate radialmente, poi fibrilloso-fimbriate, appressate, per il margine debordante e fimbriato, per un anello meno semplice, per l'arrossamento della carne  brunastro pallido pi¨ lieve di quello rosso-arancio di C. brunneum, per i cheilocistidi pi¨ largamente clavati e soprattutto per l'assenza di giunti a fibbia alla base di basidi e cheilocistidi.

 

Vedi anche pagina "Funghi M."

Generi Marasmius - Meripilus- Morchella

 

Vedi anche Pagina Genere Mycena

Mycena haematopus - Mycena pura - Mycena renati - Mycena rosea

 

Vedi anche pagina Mutinus caninus

Mutinus caninus

 

Chiavi Funghi
Agaricus
Ag. - Au.
Amanita
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Ascomycetes
Boletus
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Cantharellaceae
Coprinus s.l.
Cortinarius
C- Clitocybe
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